Gio 25 Lug 2024

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Georgofili: Anarco-insurrezionalisti aiutarono Mafia in strage?

La strage dei Georgofili avrebbe visto il coinvolgimento della misteriosa “Falange Armata”. A lanciare l’ipotesi l’associazione dei familiari  di cui fanno parte, tra gli altri, l’ex magistrato e già presidente del tribunale di Ancona Giovanni Spinosa, e Giorgio Mezzetti.

Al centro dell’intrigo ci sarebbe la figura di Rose-Ann Scrocco, esponente dell’anarco-insurrezionalismo arrestata dal Ros a Amsterdam il 16 gennaio 2006 e poi condannata per il sequestro di Mirella Silocchi nel 1989, che morì di botte e stenti, e l’omicidio dell’orefice Antonio Lo Feudo il 21 dicembre 1990 a Pescara. Sarebbe lei la hostess che il 27 maggio 1993 venne notata dal portiere di uno stabile in via de’ Bardi a Firenze, in orari compatibili con l‘esplosione dell’autobomba di via de’ Georgofili.

Lo scrive ‘Qn-La Nazione’ riportando una ricostruzione di un pool di consulenti dell’Associazione dei parenti delle vittime della Falange Armata e di cui fanno parte, tra gli altri, l’ex magistrato e già presidente del tribunale di Ancona Giovanni Spinosa, e Giorgio Mezzetti.

Una ricostruzione che, secondo quanto si apprende, non trova riscontri negli ambienti inquirenti fiorentini che da 30 anni indagano anche sulla misteriosa donna di via de’ Bardi. Secondo il pool dell’Associazione delle vittime della Falange Armata, riporta il quotidiano fiorentino, Rose-Ann Scrocco, italo american, anome di battaglia ‘Lucia’ e anello di collegamento tra anarco-insurrezionalisti e banditismo sardo, corrisponde all’identikit che il portiere Vincenzo Barreca contribuì a far disegnare riguardo alla donna sui 25-30 anni coi capelli a caschetto che lui disse ai carabinieri di aver visto. Secondo il portiere, la donna da lui notata scese, in divisa da hostess, da una Mercedes seguita da un furgone Fiorino e incontrò due uomini che l’attendevano con un borsone davanti al portone di via de’ Bardi 56, strada di là dall’Arno rispetto a via dei Georgofili e agli Uffizi ma distante poche centinaia di metri.

L’ipotesi dell’Associazione è che la cosiddetta ‘Falange Armata’ avrebbe aiutato la mafia nell’attentato.

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