Fiorentina vince a Bologna, Chiesa decide partita

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ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

Federico Chiesa risolve un derby dell’Appennino che sembrava che né la Fiorentina né il Bologna avessero la forza di vincere. Così ci ha pensato da solo, a metà ripresa, portando in gita tutta la difesa del Bologna e trovando un gran sinistro sul quale Mirante niente ha potuto. Torna così alla vittoria, dopo due uscite disastrose, una Fiorentina ancora in cerca di un’identità.

In una partita dalla rivalità antica che, oltre che per la prodezza di Chiesa, sarà
ricordata per i due gol ”olimpici”: il provvisorio 1-1, infatti, sul calare del primo tempo, è stato siglato con due reti quasi identiche, entrambe segnate direttamente dal calcio d’angolo. Pulgar e Veretout, due onesti lavoratori della linea mediana, entrano così a far parte di un club prestigiosissimo. Ne fanno parte i piedi buoni di Maradona e Recoba, del Papu Gomez e di Mihaijlovic, il cui presidente onorario è Massimo Palanca (che
in carriera ne ha fatti più di una decina) e il cui iniziatore, che si perde nella leggenda del pallone è l’argentino Cesareo Onzari, attaccante argentino che nel 1924 ne segnò uno
all’Uruguay medaglia d’oro olimpica (da qui il nome ”olimpico”), pochi mesi dopo che i maestri inglesi avevano modificato il regolamento rendendo regolare il gol dalla bandierina.
L’insolita curiosità, è difficilissimo trovare due gol dal corner in una sola partita, ha risvegliato dal torpore, negli ultimi cinque minuti del primo tempo, i ventimila del Dall’Ara
che fin lì di spunti di divertimento ne avevano visti davvero pochi. Il gol di Veretout, arrivato al 41”, si è determinato con una carambola che ha preso prima il palo, poi la schiena di Mirante. Quello, tre minuti dopo, di Pulgar è andato dritto in
porta, anche se determinante è stata l’incertezza di Sportiello. In mezzo c’è stato l’unico altro brivido del primo tempo quando Destro, chiamato insieme a Palacio a non far rimpiangere l’infortunato Verdi, ha preso in pieno la traversa.
Nella ripresa Bologna e Fiorentina hanno entrambe pensato che questa partita potevano vincerla, ma hanno anche avuto parecchia paura di perderla. Così Federico Chiesa, nel suo rapidissimo apprendistato al calcio dei grandi, ha dimostrato di aver capito
bene una lezione: il top player, o aspirante tale, è quello che da solo riesce a risolvere una partita che sembra senza soluzione. E se fino al 25” della ripresa non era stato pimpante
come altre volte, a quel punto ha attraversato la difesa del Bologna: prima si è bevuto Masina, poi Helander e De Maio lo hanno guardato mentre, di sinistro, metteva la sua firma
sull’incontro e riportava i viola alla vittoria dopo due stop. Il Bologna ha buttato nella mischia anche il neoacquisto Orsolini ma a quel punto ha dimostrato di non avere più le forze per provare ad aggiustare una partita giocata per lunghissimi tratti alla pari. Ma con un Chiesa in meno. La differenza, alla fin dei conti, è stata tutta qui.

La Fiorentina esce dalla crisi, il Bologna conferma i problemi di continuità: di prestazioni e di risultati casalinghi.  Ad approfittarne, dopo Juventus e Udinese, è la viola, che risponde con carattere al rovescio casalingo con il Verona e ai 2 soli punti raccolti nelle precedenti 4 giornate. La vittoria, più che una boccata d’ossigeno, secondo Stefano Pioli può rappresentare “una scossa”.

Una scossa arrivata forte e chiara dalla visita dei Della Valle e dei tifosi, ieri nel ritiro dell’Hotel Amatì di Zola Predosa. “Sono due situazioni che hanno facilitato di molto il mio lavoro – ha detto Pioli – in particolare la visita della
proprietà. Il supporto, il sostegno e il progetto contano di più di una singola visita e queste cose io le ho sempre toccate con mano. Abbiamo una società strutturata, questa cosa la sanno anche i giocatori, ma il fatto che abbiano sentito il supporto del club in un momento difficile è stato importante. Siamo ripartiti qui a Bologna e d’ora in avanti basta frenate e passi indietro: dobbiamo solo crescere. Siamo una squadra molto giovane che se cala qualcosa in attenzione e determinazione rischia. Ma se giochiamo così è tutta un’altra storia”.  Specie con questo Chiesa: “Il suo gol è una perla. Lo inviterò a rivederlo perché frutto di un grande movimento senza palla: se lo studia bene, ne farà tanti altri”. Ora sotto con la Juventus: “La Fiorentina dovrà essere un gigante e servirà il supporto di tutta Firenze, perché nel prossimo turno affronteremo una delle squadre più forti d’Europa. Abbiamo le armi per poter fare la nostra partita”.

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