Crisi: per il 70% dei toscani, tenore di vita peggiorato in 5 anni

E’ questo il quadro che emerge dall’indagine di Federconsumatori Toscana “Cambiamento dei consumi e stili di vita nella crisi”. L’indagine (condotta da novembre 2017 a gennaio 2018 ed effettuata tramite la compilazione di questionari online – inviati da Caaf Cgil – oppure a penna su foglio ai gazebo presso 20 centri Unicoop Firenze) ha coinvolto circa 15mila cittadini toscani di tutte le province

Per il 70%dei cittadini toscani  il tenore di vita è peggiorato negli ultimi 5 anni. In particolare, il 40% ha cambiato di “molto” i consumi rinunciando o rinviando l’acquisto di beni o servizi (56%) oppure acquistando prodotti di minor costo (48%), soprattutto in campo alimentare (cala il consumo di carne rossa, pesce, dolciumi e alcol; il 67% ha ridotto le spese per ristoranti e pizzeria); il 48% ha ridotto di “molto” le spese sulla cultura (libri, cinema, teatro), il 64% le ha ridotte sul fronte vacanze-divertimenti; il 75% preferisce recarsi alla grande distribuzione piuttosto che ai negozi tradizionali; il 29% deve rinunciare “molto” alla spese sanitarie (o le rinvia); per il 46% le proprie condizioni economiche in futuro peggioreranno; il 37% (maggioranza relativa) condivide “abbastanza” l’affermazione “la crisi è un’occasione per ridurre sprechi e stimolare comportamenti meno consumistici e più consapevoli”, e per il 51% ciò è già successo “in parte” nella propria famiglia.

E’ questo il quadro che emerge dall’indagine di Federconsumatori Toscana “Cambiamento dei consumi e stili di vita nella crisi”. L’indagine (condotta da novembre 2017 a gennaio 2018 ed effettuata tramite la compilazione di questionari online – inviati da Caaf Cgil – oppure a penna su foglio ai gazebo presso 20 centri Unicoop Firenze) ha coinvolto circa 15mila cittadini toscani di tutte le province (la più rappresentata è Firenze con 5.900 intervistati, seguono Pisa, Siena, Livorno e Prato, chiude Grosseto con 686) e di varie condizioni sociali e classi di età. Si tratta, pur non avendo ambizioni statistiche , di una delle più significative ricerche sul piano della percezione dello stato socio economico delle persone intervistate (già nel 2013 Federconsumatori Toscana condusse una ricerca analoga). I toscani intervistati (53% femmine) sono in gran parte tra i 30 e i 60 anni (il 4% tra i 16 e i 30, il 28% over 60). Il 54% di loro ha un diploma di scuola media superiore, il 25% la laurea. Il 39% è dipendente privato, il 18% dipendente pubblico, l’8% è disoccupato, il 24% è pensionato, il 5% è autonomo, il resto disoccupati, casalinghe, studenti.

“A distanza di 5 anni dal nostro ultimo studio non registriamo cambiamenti significativi, a dimostrazione di un Paese e di una regione ormai bloccata da anni – dice Fulvio Farnesi, presidente di Federconsumatori Toscana -. Il quadro racconta criticità. Per circa l’80% degli intervistati non ci sono aspettative positive, e solo il 7% ritiene di migliorare la propria posizione. Un altro dato significativo racconta che è peggiorata sensibilmente la componente alimentare, così come si è ridotta la spesa sanitaria. Il concetto universalistico di salute rischia di essere messo in discussione per la difficoltà di accesso alla cure. Tuttavia, c’è nella scelta dei prodotti alimentari alcune indicazioni che vanno nella direzione di una maggiore qualità: più frutta e verdura e meno cibi precotti. Ma quale è il senso per una associazione di consumatori di fare indagini come queste? Semplicemente perché crediamo che il tema dei consumi debba essere declinato in più modi , e non solo attraverso l’ esercizio della tutela per un torto subito o un diritto violato , ma con la possibilità di leggere in anticipo gli effetti che scelte ‘macro’ possono avere nella vita quotidiana delle persone condizionandone abitudini e modelli di vita. Per avere, come si diceva un tempo , la ‘borsa degli attrezzi pronta’, e dare supporto ai cittadini perché diventino consumatori attivi, consapevoli delle loro scelte. Si può uscire dalla crisi producendo grandi diseguaglianze, come oggi sta accadendo, ma si può uscirne anche migliorando la qualità della vita di tutti i cittadini attraverso un patto tra i vari attori sociali e di rappresentanza che metta al centro il diritto e la tutela della persona in quanto tale e come portatore di istanze”. Oggi la ricerca è stata presentata durante un convegno Federconsumatori a Firenze nell’Auditorium del Consiglio regionale.

guest
2 Commenti
vecchi
nuovi i più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Paolo
Paolo
4 anni fa

Anche io ho partecipato all’indagine e mi posiziono così:
– ho rinviato l’acquisto di servizi, in particolare lavori di manutenzione e miglioramento della casa;
– ho molto diradato le visite al ristorante/pizzeria e azzerato (anche per protesta contro la movida molesta) le bevute nei locali;
– ho ridotto le spese per la cultura senza rinunce, semplicemente studiando con attenzione le gratuità, le riduzioni e gli sconti;
– non ho lesinato sulle vacanze;
– da sempre faccio acquisti principalmente nella GDA, anche per comodità logistica e d’orari;
– pur non godendo di ottima salute, ho tratto giovamento dalla riduzione delle spese sanitarie, dopo aver amaramente capito come la medicina e la farmaceutica siano attività principalmente autopoietiche, conviene disobbedire e applicare tare (es. diagnostica di routine ogni 18 mesi, invece dei 12 consigliati);
– le mie condizioni economiche peggioreranno lievemente col tempo, perché la pensione non è adeguatamente indicizzata e non ho (né vorrei, ne ho orrore) rendite finanziarie;
– le ristrettezze hanno indotto la mia famiglia ad avere atteggiamenti più critici rispetto ai consumi, peraltro già usuali da sempre (es. mai avuto l’automobile, né la televisione).

Maurizio
Maurizio
4 anni fa

Per tutte le persone che come la signora raccolgono la verdura marcia da buttare non vedo appelli a mobilitazione o flash mob in piazza. Come dovremmo definire chi ci ha governato negli ultimi anni e ridotto il paese così. Come dovremmo chiamare chi ha permesso di farci lavorare fino a 70 anni. Qualcuno si faccia l’esame di coscienza e si chieda come mai il paese ha votato in una certa maniera.