Careggi, Saccardi: “No evidenze rispetto intercettazioni”

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L’assessore toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi ha risposto ad un’interrogazione di Paolo Marcheschi, capogruppo Fdi in Regione Toscana.

Non risultano segnalazioni di richieste di denaro per alterare lo scorrimento delle liste d’attesa a Careggi, né per quanto riguarda presunti episodi di “soprusi, mobbing e sesso in corsia”, mentre sulle ipotetiche “morti sospette” non solo non risultano segnalazioni, ma “i dati contrastano in modo clamoroso con i dati numerici relativi all’indice di mortalità intraospedaliera”. Lo ha detto l’assessore toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi rispondendo in Consiglio regionale a un’interrogazione di Paolo Marcheschi (capogruppo Fdi) sull’ospedale di Careggi, relativa a intercettazioni, apparse sulla stampa locale, legate all’inchiesta ‘cattedropoli’.

Leggendo in aula la risposta del direttore generale di Careggi, Rocco Donato Damone, Saccardi ha spiegato che sulle 35.966 prestazioni chirurgiche annue sono pervenute 5 segnalazioni “che appaiono in qualche modo afferire al tema” dell’interrogazione, approfondite dalla struttura competente e trasmesse alla procura e all’università di Firenze quando hanno riguardato personale universitario.

“I tempi delle liste d’attesa – ha detto Saccardi – oltre ad essere costantemente monitorati, non palesano anomalie”. Riguardo alla presunta mancanza di trasparenza nelle nomine e nei concorsi, l’assessore ha ricordato che la questione coinvolge soprattutto personale di non diretta dipendenza dell’azienda di Careggi. Per Saccardi infine “le voci di ’50 morti sospette’ contrastano in modo clamoroso con i dati sulla mortalità di Careggi” e in particolare “il reparto di chirurgia maxillo facciale ha registrato un solo decesso nel triennio 2016-19”.

Marcheschi ha replicato che “la sanità toscana è un patrimonio da salvaguardare”, ma che si assiste “a una difesa debole da parte della Giunta regionale”, mentre “le inchieste si sono moltiplicate negli ultimi anni” tanto “che il ministro della Salute parla ormai di ’emergenza etica'”.

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