Migliaia di persone, lavoratori e studenti sia delle superiori che universitari, si sono radunati in piazza Bambine e Bambini di Beslan a Firenze già dalle 9, in vista del corteo promosso da Usb e altre realtà sindacali di base in occasione dello sciopero generale contro guerra e carovita. Tante le bandiere, anche della Palestina oltre a quelle dei sindacati, e cori contro il governo.
Il concentramento era previsto per le 10, il corteo è partito circa 20 minuti dopo. E’ aperto da uno striscione di ‘Assemblea per lo sciopero’, che raduna varie sigle del sindacalismo di base, dove si legge ‘Contro l’economia di guerra blocchiamo tutto’.
“Il carovita – dice Dario Furnari di Usb Firenze – non è un tema, ma la condizione che viviamo tutti quando dobbiamo fare la spesa, la benzina, quando dobbiamo pagare le tasse, il mutuo, l’affitto o i libri per i nostri figli”. E questa, aggiunge “è una condizione che viene da scelte politiche, dall’inflazione, dalla speculazione finanziaria, dalla guerra”. Furnari ricorda che “oggi tutto il lavoro soffre salari bassi, soffre la condizione del carovita. Tenere aperta un’attività è complesso, oggi arrivare alla seconda terza settimana del mese è complesso perché i salari non non bastano, anche nel pubblico impiego”. E poi lancia un invito al governo. “Si occupino dei temi dello sciopero, il carovita e la guerra. Loro non possono portarci in guerra loro non possono portarci alla povertà. Non devono parlare di violenza, di incappucciati, di maranza, parlano prima che lo sciopero ci sia stato. Si occupassero invece del malessere sociale”.
Alessandro Nannini dei Cobas punta invece l’indice sulla precettazione nel settore dei trasporti. “Non c’è solo Salvini – spiega -Adesso stanno cercando di applicare la 146 anche alla logistica e a tutti quei settori dove lo sciopero lo fanno veramente”.
