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🎧 Del Re “Firme raccolte in fretta e furia da chi teme il confronto. Stasera faremo sentire la nostra voce”

del re

Foto Controradio

Sarà Firenze, il titolo dell’evento di questa sera al Tuscany hall in cui l’ex assessora all’urbanistica Cecilia Del Re chiama  a raccolta il popolo delle primarie mentre il partito democratico allontana proprio l’ipotesi per puntare su una consulta interna e un nome condiviso.

Ascolta l’intervista! QUI

“All’interno del partito democratico ci sono due voci, una che non vuole le primarie, le teme perché teme in sostanza anche un confronto ed un’apertura anche all’esterno. L’altra è quella che rappresentiamo stasera che non vuole rinunciare ad uno dei punti chiave dello statuto del Pd. E’ l’assemblea il luogo deputato alla discussione e non può essere bypassato con delle firme che sono state raccolte in fretta a furia in un documento che non dice espressamente no alle primarie” lo afferma ai nostri microfoni Del Re a poche ore dall’apertura dei cancelli per il suo evento Sarà Firenze.

“Se vogliamo un Partito democratico capace di parlare alla società e non chiuso su se stesso – spiega Del Re – dobbiamo aprirci alla città. Per questo abbiamo deciso di invitare sul palco del Tuscany Hall alcuni esponenti della vita attiva di Firenze. Giovani, donne, startupper, docenti e amministratori locali che hanno in comune una visione propositiva della politica.

In un’ottica di trasparenza stasera ribadiremo il nostro esserci, la nostra voce di una parte importante all’interno del partito che finora non è stata ascoltata dai vertici, spostando poi l’attenzione dai nomi sui temi con esponenti della società civile e con esperienze dal basso che davvero fanno Firenze e che speriamo ‘saranno ancora Firenze'”.

E nell’ipotesi che davvero le primarie vengano accantonate per la corsa dem a sindaco, del Re non raccoglie gli scenari che la vedono uscire per una lista civica.  “Vedo che alcuni giornali già mi spingono fuori, io in realtà resto dentro. Noi siamo per l’unità, chi divide è chi non sia apre al confronto e non ascolta la nostra voce”.

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