“Fraus ab oriente”: Gdf smantella rete capitanata da donna cinese con imprese “apri e chiudi”. Evasi 3,6 mln € dazi/Iva; 237mila capi pronti.
La Guardia di Finanza di Prato, diretta dalla Procura europea, ha smantellato un colossale sistema di contrabbando tessile cinese denominato “Fraus ab oriente”, sequestrando 7,8 milioni di metri lineari di tessuto grezzo (valore 10 mln €) e 237mila capi d’abbigliamento nel distretto industriale pratese. A capo dell’organizzazione una donna cinese residente a Prato, formalmente dipendente di una società di pronto moda ma con piena autonomia gestionale su una galassia di imprese “apri e chiudi” usate per fittizie locazioni di magazzini (Macrolotto 1 e 2), triangolazioni fraudolente con società polacche/tedesche inesistenti e fatture false. Le merci arrivavano via tir con documenti alterati: scaricate nottetempo, stoccate con giustificativi simulati per eludere dazi/Iva. L’indagine, partita un anno fa da controlli su flussi stradali esteri, ha portato a perquisizioni (ottobre 2025 e gennaio 2026) in 6 magazzini, 4 residenze e 2 studi contabili: sequestrati PC, documenti extra-contabili, 21mila rotoli (2,3 mln mq) e ulteriori 5,5 mln mq + 237mila capi etichettati con la società “capogruppo” occulta. Contestati contrabbando aggravato, frode fiscale (4 mln € fatture inesistenti), autoriciclaggio (2,7 mln €), sottrazione imposte (2 mln €) e trasferimento fraudolento valori (10 mln €); evasi 3,6 mln € tra dazi/Iva. La rete sfruttava unità locali “sfitte” o intestate a terzi per trasbordi notturni. Colpo al distretto pratese, roccaforte del pronto moda cinese: Gdf monitora rotte e “rischi” per arginare frodi IVA e concorrenza sleale.