Il Governo ha deciso di prorogare il rigassificatore di Piombino. Protesta il centro sinistra toscano, con in testa il Presidente della Regione Eugenio Giani, che parla di un colpo di mano del Governo Meloni e insieme sfiducia il Sindaco di Piombino.
Alla fine il Governo ha deciso, e lo ha fatto senza sentire nessuno né confrontarsi con il territorio. La notizia è che è arrivato il decreto che proroga la presenza e l’operatività della nave Golar Tundra. L’autorizzazione sarebbe dovuta durare ancora per l’anno in corso, e da mesi va avanti un dibattito e un confronto serrato tra le istituzioni. Perché la Toscana, per bocca del suo Presidente Eugenio Giani, oggi alla testa della protesta contro la proroga, aveva già detto la sua: la regione ha già fatto la sua parte, ora tocca ad altri, come la Liguria. Ma il Governo ha bypassato ogni forma di confronto. E il testo del decreto ora inviato al Senato, dice che il rigassificatore rimarrà lì, davanti alla costa piombinese, fino a quando non saranno realizzate opere strutturali. Il Partito democratico è insorto a tutti i livelli, da quello regionale a quello nazionale, dall’ambito parlamentare a quello delle assemblee locali. E si parla di una delegittimazione dello stesso Sindaco di Piombino, che si trova nella scomoda posizione di avere una cittadinanza contraria alla permanenza del rigassificatore ed un governo a lui affine che invece lo impone. Francesco Ferrari non solo è il Sindaco di Piombino ma è anche il coordinatore locale di Fratelli d’Italia. La questione che arriva dal Pd è: o Ferrari ha preso in giro i suoi cittadini o stato preso in giro dal suo partito. In entrambe i casi dovrebbe dimettersi. Occasione per veder riaccendersi lo scontro tra il Governo e la Regione Toscana che da tempo chiede che le infrastrutture piombinesi vengano utilizzate per la reindustrializzazione di quell’area. Al contrario, con il nuovo decreto il rigassificatore resta ora a Piombino senza una scadenza.