Leonardo e Finmeccanica crescono anche in Toscana, sulla spinta internazionale al riarmo. E Campi Bisenzio diventa il cuore dell’hi tech, delle comunicazioni e della costruzione di elicotteri.
Che ruolo sta giocando la Toscana nella gigantesca partita della corsa al riarmo? E quali sono gli effetti e le conseguenze sul territorio? Sicuramente molto rilevanti e in espansione negli ultimi due anni. Firenze, certamente, ma non solo. Qui Leonardo sviluppa hi tech, elicotteristica, comunicazioni. Ma nell’area della Città metropolitana del capoluogo toscano è Campi Bisenzio a giocare un ruolo importante. Soprattutto dopo essere diventato il territorio che ha visto confluire tutte le aziende storiche del settore, dalla Sma, alla Oto alle Officine Galileo. Qui vengono sviluppati sistemi elettro ottici per applicazioni navali e terrestri, spaziali ed avioniche. Le ottiche realizzate a Campi hanno inoltre un diffuso utilizzo nel comparto spaziale. Ottiche che vengono sviluppate e utilizzate anche per la sorveglianza, il tracciamento, la mobilità notturna e il controllo navale. Infine molto sviluppato il settore delle comunicazioni professionali, con impeghi in oltre cinquanta paesi nel mondo: dall’emergenza, alla sicurezza, alle operazioni militari e di intelligence sul campo. Ma anche a Montevarchi nel Valdarno aretino si producono sistemi di interfaccia uomo-macchina e componentistica per aerei ed elicotteri, sia civili che militari. A Pisa, dove Leonardo è presente da vent’anni, nel nuovo stabilimento elicotteristico si producono mezzi comandabili da remoto con applicazioni di varia natura che vanno dal pattugliamento dei confini al supporto alle operazioni sul campo. Infine ad Abbadia San Salvatore, sul Monte Amiata, in provincia di Siena, si sviluppano e si testano sistemi per comunicazioni inviolabili e tecnologie per radar.