L’ex vicepresidente del Csm correrà per il Pd alle comunali di primavera a Figline e Incisa Valdarno. Obiettivo: ricomporre il campo largo, includendo i renziani dopo anni di gelo sul “giglio magico” e il caso Palamara.
David Ermini, 66 anni, avvocato penalista ed ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, sarà il candidato sindaco del Partito democratico alle prossime amministrative di Figline e Incisa Valdarno, il suo comune d’origine, dopo il commissariamento seguito alle dimissioni del sindaco dem Valerio Pianigiani per una crisi con i socialisti. Per il Pd locale la scelta è maturata all’unanimità al termine di una serie di assemblee nei circoli e viene presentata come la carta “di esperienza e prestigio istituzionale” per guidare una nuova fase del comune valdarnese. Per Ermini è anche un ritorno alle origini politiche: già consigliere comunale a Figline, nel 2004 fu candidato sindaco per la Margherita e perse contro il Ds Silvano Longini; da lì partì una carriera che lo portò alla Provincia di Firenze con Matteo Renzi presidente (capogruppo e poi presidente del Consiglio provinciale), quindi alla Camera nel 2013 e infine ai vertici del Pd e del Csm, come uno dei volti più riconoscibili della stagione del “giglio magico”. Proprio il rapporto con Renzi, un tempo strettissimo, si è però logorato fino allo scontro aperto, tra accuse politiche e la ricostruzione del caso Palamara nel libro “Il mostro”, che l’ex premier ha definito anche attraverso un durissimo giudizio sull’elezione di Ermini al Csm. Oggi la candidatura a sindaco è anche l’occasione per tentare un riavvicinamento: Ermini indica esplicitamente come obiettivo quello di riprodurre a Figline e Incisa la coalizione che ha vinto le regionali in Toscana, convocando non solo il Pd ma l’intero centrosinistra e le liste civiche che hanno sostenuto quell’alleanza, dunque anche l’area renziana di Italia Viva. In questa chiave la corsa di primavera assume un valore politico più ampio: banco di prova per vedere se, nel Valdarno che fu uno dei laboratori del renzismo, è ancora possibile una ricomposizione fra ex compagni di strada dopo la stagione degli strappi nazionali.