Site icon www.controradio.it

Firenze, studentessa segnalata ai servizi sociali per aver  partecipato ad un presidio sindacale

Patrizia Pepe SUDD Cobas Firenze, assistenti sociali

La denuncia del Collettivo K1: “Una nostra compagna di scuola è stata convocata a colloquio (insieme ai genitori) e minacciata dai servizi sociali perché presente a un presidio l’8 novembre davanti a Patrizia Pepe, chiamato dai lavoratori in sciopero della stireria L’Alba”.

“Un colloquio che ci è sembrato più un interrogatorio senza avvocato, quello che ha dovuto fare la nostra compagna Haji. Un colloquio in cui le è stato contestato di “aver partecipato alla manifestazione” ” aver interagito con i manifestanti” e di “aver scandito slogan”. Un attacco alla libertà personale di Haji e di tutti, che rende la sensibilità verso i problemi sociali un disagio da contrastare” si legge nel comunicato del collettivo K1 per denunciare quanto accaduto alla studentessa  segnalata ai servizi sociali.
“Durante il colloquio -prosegue la denuncia- d’altronde, è stato perfino minacciato di non partecipare ad ulteriori manifestazioni per non rischiare ritorsioni penali.”
Haji, secondo quanto riportato dal collettivo, “non era l’unica studentessa minorenne presente alla manifestazione, ma in almeno una decina di studenti e studentesse, l’8 novembre siamo usciti da scuola e abbiamo raggiunto il presidio in Piazza Duomo, eppure a nessun altro di noi è stata contestata la nostra presenza. Un attacco ad personam che prende di mira, non per caso, l’unica studentessa di origini marocchine”.
“Tutto ciò è inaccettabile e inconcepibile in un paese democratico. Chiediamo che venga immediatamente interrotto un simile procedimento invasivo e violento. Un attacco che oggi tocca haji ma che può aprire la strada alla limitazione della libertà di espressione del dissenso a tutti e tutte noi” si legge ancora nel comunicato del Collettivo K1.
Che prosegue “questo fatto è recepito molto chiaramente all’interno di una scuola che si è sempre posta in prima fila contro le ingiustizie, dallo sfruttamento dei lavoratori a Prato al genocidio del popolo palestinese; infatti la raccolta firme a sostegno di Haji, iniziata due giorni fa, ha già superato le 300 firme, tra cui quelle delle professoresse di haji e di tante altre docenti, le firme delle rappresentanti d’istituto e di vari genitori”.
Detto ciò, iniziative simili da parte della Procura e degli assistenti sociali, che su base razzista scelgono a chi attaccare la libertà di manifestare e di solidarizzare con le lotte sociali, non sono distaccate da un clima sempre più autoritario che vede le organizzazioni fasciste diffondere sondaggi per schedare i “docenti di sinistra” , mozioni comunali che richiedono la schedatura delle scuole sulla base dell’orientamento politico dei docenti e proposte di legge che richiedono la deportazione dei cittadini non nati in Italia.
Un clima sempre più cupo ed opprimente.  Ne parleremo Domenica 1 Marzo, in assemblea pubblica a cui è invitata la comunità educante, dagli studenti ai docenti ai genitori” conclude il documento.
Exit mobile version