Una bambina di circa tre anni è morta ieri sera dopo esser stata investita da un’auto in provincia di Prato, lungo la strada regionale 325, in località Le Piana, a Mercatale di Vernio.
L’impatto è avvenuto dopo che – secondo prime informazioni – la bambina sarebbe sfuggita al controllo della madre attraversando la strada proprio nel momento in cui stava sopraggiungendo un’auto. Il corpo della bambina sarebbe stato sbalzato per diversi metri. Subito è scattato l’allarme e sono stati attivati i soccorsi. Nonostante i tentativi di rianimazione dei sanitari di un’ambulanza della Croce Rossa di Vernio e poi di una della Misericordia di Vaiano, durati oltre un’ora, la bambina è deceduta. Sul posto sono
intervenuti anche i carabinieri di Vernio per i rilievi. La madre della bambina ha accusato un malore durante i soccorsi alla figlia. Secondo quanto appreso, l’incidente mortale è avvenuto nei pressi dell’abitazione della famiglia della bambina deceduta. L’impatto è stato con una vettura di bassa cilindrata il cui conducente si è fermato a dare soccorso. La strada regionale 325 in quel tratto si sviluppa fra le case. Sconvolti i conoscenti che dalle abitazioni intorno sono accorsi a rendersi conto dell’accaduto ed hanno scoperto che era morta la loro piccola vicina. “Tre anni sono il tempo delle carezze – scrive su Fb, la sindaca di Vernio, Maria Lucarini – Quella di stanotte è rimasta sospesa nell’aria, piccolina. Ci stringiamo alla famiglia, in silenzio”. Ci sarà lutto cittadino a Vernio (Prato) nel giorno dei funerali della bambina. La sindaca Maria Lucarini ha proclamato il lutto cittadino.
“La morte di una bambina – dichiara la sindaca – è una ferita che colpisce l’intera comunità. Vernio è colpita da un dolore che non riguarda solo una famiglia, ma tutti. Il lutto cittadino è un segno di rispetto e di partecipazione, un modo semplice e composto per esprimere vicinanza ai genitori e ai familiari della piccola e per condividere, come comunità, un momento di profondo raccoglimento. In circostanze così drammatiche, il silenzio, la sobrietà e la solidarietà diventano il linguaggio più vero”.