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🎧 Il direttore degli Uffizi, Schmidt: “La Germania ci restituisca il basamento del Discobolo”

Il direttore degli Uffizi, Eike Schimdt, lancia un appello affinché la Germania restituisca il piedistallo del Discobolo Lancellotti, attualmente nei depositi della Glyptothek, mentre la scultura è esposta a Palazzo Massimo, a Roma.

Schmidt, in piena sintonia con il Ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano, con cui si è incontrato in queste ore a Firenze, si rivolge ai suoi connazionali – “ho ancora il passaporto tedesco anche se sono diventato italiano” – per la restituzione del basamento che “senza la scultura non ha alcun valore storico e artistico”, e lo fa ai margini della presentazione della mostra ‘Divina Simulacra. Capolavori di scultura classica della Galleria’, la mostra curata dal massimo esperto dell’antichità classica delle Gallerie, Fabrizio Paolucci, e in programma dal 12 dicembre 2023 al 30 giugno 2024. Le restituzioni museali sono un tema centrale nella gestione dei patrimoni artistici italiani, di cui fanno parte anche alcune celebri opere classiche degli Uffizi. Le più belle statue antiche torneranno, infatti, ad essere apprezzate da vicino e in un diverso contesto grazie al nuovo allestimento che ne metterà in evidenza i particolari, fino ad oggi impossibili da raggiungere dato il divieto di accesso alla Tribuna da parte del pubblico. Nelle sale del piano terra del museo vasariano, seppure per breve tempo, saranno visibili la Venere dei Medici, di nuovo circondata da altre effigi della dea, come la Venere Aurea e la Caelestis. Saranno poi accostate, per la prima volta, singole repliche di gruppi marmorei classici e infine restituita nella sua interezza la splendida serie di dodici erme antiche con ritratti di filosofi, atleti, poeti e statisti greci, destinata originariamente da Ferdinando I a ornare il giardino di Villa Medici sul Pincio. “La mostra – dice Schmidt – darà non soltanto la possibilità di vedere i massimi capolavori da ogni lato, da lontano e da vicino, con una illuminazione nuova che permette di studiare anche i resti delle antiche policromie, ma mette in evidenza anche contesti passati e oramai perduti”. Per l’occasione è arrivato anche Paolo Giulierini, archeologo toscano per anni al timone del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il MANN, e candidato ora alla guida degli Uffizi. “Naturalmente da parte mia c’è un profondo rispetto per questa istituzione – spiega Giulierini – per ora è solo un desiderio perchè deciderà senz’altro il Ministro entro la fine dell anno”.

 

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