Dopo aver commissariato la Regione Toscana sul tema del dimensionamento scolastico da Roma arriva anche un ricorso al Tar per ottenere l’annullamento della delibera regionale toscana nella parte in cui blocca gli accorpamenti. Lo riporta oggi Il Tirreno. Il ricorso, notificato nei giorni scorsi all’avvocatura regionale, arriva dopo la nomina del commissario ad acta Luciano Tagliaferri che sembrava aver chiuso la questione, con la decisione di procedere agli accorpamenti “forzando” la sospensione della misura che era stata decisa in Toscana.
Secondo il ministero, il ricorso al Tar toscano si è reso necessario perché la Regione Toscana, pur avendo approvato gli accorpamenti, ne ha sospeso l’attuazione in via cautelativa, subordinandola all’esito dei contenziosi davanti alla Corte costituzionale e al capo dello Stato, e a una possibile modifica della normativa nazionale. Il dicastero contesta inoltre il ricorso alla sospensione cautelativa, ritenendo inesistenti i “gravi motivi” addotti dalla Regione e improprio l’uso dello strumento previsto dalla legge sul procedimento amministrativo.
La sospensione, infatti, viene giudicata illegittima perché interferisce con una competenza esclusiva dello Stato – la determinazione dell’organico dei dirigenti scolastici – e rischia di compromettere il rispetto degli obiettivi e delle scadenze del Pnrr, esponendo il Paese al pericolo di ritardi, interventi sostitutivi e possibili ripercussioni sui finanziamenti europei. Se la decisione del Tar sarà quella di cancellare la sospensiva della delibera della Toscana, a quel punto gli accorpamenti diventeranno effettivi.
Per l’assessora toscana all’istruzione Alessandra Nardini “questa ennesima forzatura da parte del ministero dimostra che il loro obiettivo è quello di tagliare. Non c’è stata nessuna volontà di dialogare, in questi mesi abbiamo chiesto più volte di rivedere i numeri e di aspettare il ricorso al presidente della Repubblica. Siamo convinti di difendere la scuola pubblica dai tagli del governo Meloni. La lista l’abbiamo fatta pur non condividendola, e questo mi auguro consentirà almeno di continuare a tutelare le aree interne periferiche e ultra periferiche”.