Formalmente costituito anche in Toscana il comitato regionale per il no alla riforma dell’ordinamento giudiziario.Ne fanno parte Anpi, Arci, Cgil, Cittadinanzattiva toscana, Coordinamento per la democrazia costituzionale, Libera, Legambiente e Magistratura democratica.
Il comitato regionale Toscana, si spiega in una nota, si pone lo scopo di contrastare la riforma Nordio, “voluta dal governo Meloni impedendo il dibattito parlamentare. Una pessima riforma imposta d’imperio che incide in modo rilevante sull’assetto della Repubblica, sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e sui diritti dei cittadini. Numerosi sono gli aspetti critici della riforma, taciuti dai proponenti che la propagandano in modo ingannevole, spacciandola per riforma della giustizia quando invece non si occupa minimamente delle annose questioni che la affliggono”.
“L’unico obiettivo che persegue – sottolinea il comitato – è quello di indebolire il controllo di legalità sulle scelte di chi esercita il potere. L’indipendenza della magistratura rappresenta una garanzia essenziale per tutti i cittadini: un giudice deve rispondere solo alla legge, come prevede l’art. 101 della Costituzione, non al governo di turno né alla maggioranza politica del momento”. Secondo i rappresentanti del comitato toscano, “questa riforma è solo un tassello di un più ampio disegno che, col premierato, l’autonomia differenziata e la prevista futura modifica della legge elettorale, mira a scardinare l’assetto istituzionale della Repubblica, accrescendo il potere dell’esecutivo, neutralizzando gli organi di garanzia e contrastando la funzione di controllo operata dalla libera informazione e dalla società civile. Prova ne sia l’attacco al diritto di manifestare contro le misure del governo”. In quest’ottica il comitato aderisce alla manifestazione “La protesta non è reato”, promossa dalla Cgil a Massa (Massa Carrara) il 24 gennaio.