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Qualità aria: in Toscana bene pm10 e biossido azoto, male ozono

ARIA Toscana

In Toscana bene i dati relativi al pm 10 e al biossido di azoto, restano invece criticità per l’ozono. E’ quanto emerge dall’anticipazione dei dati Arpat 2025 sulla qualità dell’aria, prendendo a riferimento gli inquinanti storicamente più critici.

Per la prima volta in Toscana  gli indicatori annuali relativi al pm 10 sono stati tutti rispettati, compreso il numero annuo di 35 giorni di sforamento della media di 50 microgrammi per metro cubo. Lo scorso anno la media regionale è stata pari a 19 µg/m3 , quella più elevata, 25, è stata registrata nella stazione di fondo di Lucca-Capannori.

Dati positivi per il pm 2,5, con il pieno rispetto del limite normativo della media annuale di 25 µg/m3. I valori più elevati nei siti di Lucca-Capannori (17) e Pistoia-Montale (15) mentre quella complessiva toscana è stata pari a 12 µg/m3.

Anche per quanto riguarda il biossido di azoto, che ha rappresentato a lungo una criticità per l’agglomerato di Firenze, rispettata la media annua 40 µg/m3, per il secondo anno consecutivo. I numeri più elevati nella stazione di traffico Firenze-Lavagnini, con 32 µg/m3, seguita dalle stazioni di traffico di Livorno-Carducci (29), Firenze-Ponte alle Mosse e Grosseto Sonnino (28 per entrambe). La media regionale ammonta a 15 µg/m3, con una diminuzione del 6% rispetto al 2024.

Diverso il quadro per l’ozono in Toscana: il 30% dei siti di monitoraggio ha evidenziato il mancato rispetto del valore obiettivo per la protezione della salute, ovvero 25 superamenti della massima media giornaliera di otto ore di 120 µg/m3 come media su tre anni. Nel 2025, spiega ancora Arpat, limiti superati alla stazione di Pistoia-Montale della zona delle pianure interne, la stazione di Firenze-Signa dell’agglomerato di Firenze e la stazione di Lucca-Carignano della zona delle pianure costiere.

Lo scorso anno in Toscana  si sono verificati cinque superamenti della soglia di attenzione per l’ozono, pari ad una massima media oraria di 180 µg/m3, mentre la soglia di allarme di 240 µg/m3 non è mai stata raggiunta.

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