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Profughi afghani in strada a Firenze, assistiti da polizia municipale

Foto Imagoeconomica di archivio

Una famiglia di nazionalità afghana, composta da padre, madre e quattro figli piccoli, è stata trovata a Firenze, nell’area della stazione, ferma sul marciapiede con valigie ed effetti personali.

I genitori hanno riferito di essere in cerca di migliori condizioni di vita e di non disporre di mezzi di sussistenza né di riferimenti familiari sul territorio. Per questo motivo gli agenti della polizia municipale, si legge in una nota, hanno attivato subito la rete dei servizi di assistenza. La famiglia di profughi è stata accompagnata prima all’Help center per un primo colloquio di orientamento e, successivamente, agli uffici dei servizi sociali territoriali, dove è stata presa in carico e ha ricevuto quella che viene definita l’accoglienza in emergenza, finalizzata all’approfondimento della situazione documentale e alla valutazione del bisogno.
“Questo intervento conferma come la polizia municipale svolga un ruolo che va oltre la vigilanza e il contrasto di comportamenti illegali – sottolinea l’assessore alla sicurezza Andrea Giorgio -. Accanto al controllo del territorio, c’è un costante lavoro di prevenzione, ascolto e collaborazione con i servizi sociali, per intercettare situazioni di fragilità e offrire risposte integrate. La sicurezza si costruisce anche così, facendo rete e garantendo una presenza di prossimità al servizio della comunità. Grazie a tutta la nostra polizia municipale per la professionalità e la dedizione con cui opera ogni giorno”.
“Casi come questo dimostrano la massima attenzione posta a situazioni di possibile vulnerabilità sul territorio e la piena collaborazione tra polizia municipale e servizi sociali – commenta l’assessore al welfare Nicola Paulesu – . I servizi sociali attivati dalla polizia municipale sono intervenuti fin dalle prime fasi per gestire le necessità legate all’emergenza del momento, dopodiché hanno preso in carico il caso con valutazioni approfondite per fornire la risposta più appropriata per i bisogni della famiglia e dei minori”.

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