Per la prima volta l’Ateneo entra all’Istituto penale per minorenni. L’Università di Firenze rinnova e amplia il suo impegno negli istituti di pena. “L’ingresso all’Ipm segna un cambio di passo fondamentale – dichiara Maria Paola Monaco, delegata della rettrice all’inclusione e diversità e al Polo universitario penitenziario (Pup) -. Non portiamo dentro le mura solo didattica, ma strumenti di riprogettazione esistenziale. Investire su questi ragazzi, così come sui nostri studenti” a Sollicciano e a La Dogaia a Prato, “significa investire sulla capacità di recupero della persona e di miglioramento di tutta la collettività, perché lo studio è l’antidoto più potente alla recidiva e il motore primario per la ricostruzione di una nuova identità”. Quanto ai numeri sono 65 gli iscritti totali per il nuovo anno accademico, con “ben 29 nuove immatricolazioni, un segnale di fiducia da parte della popolazione detenuta”.
Università di Firenze e carcere, crescono le matricole
Paola Monaco, delegata Unifi all’inclusione e diversità e al Polo Universitario Penitenziario