In Consiglio il caso del resort di lusso nell’ex ospedale militare: Biti rivendica iter con Soprintendenza e altezze entro i 23 metri, i residenti parlano di “murati in casa” e replicano: «Nessun dialogo con noi».
Il caso del nuovo complesso turistico‑residenziale nell’area dell’ex ospedale militare di via San Gallo arriva in Consiglio comunale e la Giunta sceglie la linea dura contro comitati e residenti che hanno presentato un esposto in Procura e una petizione contro le due torri da 23 metri. L’assessora all’Urbanistica Caterina Biti parla di «ricostruzioni fantasiose» e accusa chi protesta di voler «denigrare e infangare il nome dell’amministrazione», avvertendo che la scelta dell’esposto «preclude il dialogo» con Palazzo Vecchio. Sul merito, Biti difende l’operazione: ricorda che il tetto di 23 metri è stato fissato al termine del procedimento con la Soprintendenza, che ha valutato e approvato le altezze in base al Progetto unitario convenzionato, e che il percorso nasce dall’accordo con il ministero della Difesa del 2014, dal concorso internazionale del 2017 e dalla delibera del Consiglio comunale del 2022, con l’obiettivo di «recuperare uno spazio alla cittadinanza». Diametralmente opposta la narrazione dal lato dei residenti: Nicoletta Del Greco, che si affaccia sulle nuove volumetrie, replica che «per noi lì dentro non ci sarà quasi nulla, forse una stanza» e contesta l’assenza di confronto, sostenendo che in tanti anni «nessuno dall’amministrazione ci ha mai incontrati». L’architetto Sergio Paderi definisce le due torri «corpi estranei inaccettabili che offendono la storia di Firenze». Il portavoce di Salviamo Firenze, Massimo Torelli, invita l’assessora «a venire in via San Gallo e affacciarsi alle finestre degli abitanti murati in casa» prima di parlare di chi infanga il Comune.