In vista delle Politiche 2027 “credo che si possa pensare a tutto contemporaneamente, nel senso che dobbiamo pensare sia al programma che alla coalizione. Sono d’accordo con Nardella, il programma è fondamentale, però credo che ci siano dei punti chiari che uniscano il campo progressista. Non c’è bisogno di scervellarsi più di tanto, bisogna concentrarsi su quei punti che ci uniscono e e poi, chiaramente, anche parlare di coalizione: credo che siano due percorsi che si possono fare contemporaneamente”.
Lo ha dichiarato la sindaca di Genova Silvia Salis, a margine della convention ‘La Manifattura delle idee’, a Firenze, commentando dichiarazioni dell’eurodeputato Dario Nardella del Pd (AUDIO).
Sul tema della sicurezza “credo che la sintesi sia quella di far capire come sia un tema importante” dove “far vedere come il centrosinistra e il campo progressista devono parlare di sicurezza. Noi nelle città lo facciamo tutti i giorni. È un tema molto importante sul quale il governo sta perdendo terreno settimana dopo settimana e sul quale invece noi dobbiamo dimostrare sempre di più di saperlo gestire e di saperne parlare alla cittadinanza senza parlare alla pancia, alla paura delle persone, ma parlando di progetti e soprattutto di investimenti”. Ha dichiarato Salis.
“Quello che è più evidente e parlo da sindaca – ha aggiunto – è che il governo parla tanto di sicurezza ma investe pochissimo sulla sicurezza”.
A proposito delle parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala secondo cui sul Cpr la sinistra “deve cambiare approccio”, secondo Salis, “la sinistra ha cambiato approccio da tanto tempo sulla sicurezza, sono anche retaggi che ci portiamo dietro dagli anni passati”.
“Nella stragrande maggioranza dei casi – prosegue – le più grandi città d’Italia sono governate dal centrosinistra, che devono gestire i problemi non avendo la gestione centrale e governativa e dunque subendo le decisioni nazionali. Quando si parla dei fatti che succedono nelle grandi città spesso si collegano ai sindaci ma è un’operazione molto sbagliata perché comunque non è una nostra prerogativa gestire l’ordine pubblico. Noi ne subiamo le conseguenze, come subiamo le conseguenze dei tagli alla sicurezza che ricadono anche sulle nostre polizie locali che hanno subito un decurtamento di 12.000 unità in 13 anni su tutto il territorio italiano”.