Oltre diecimila persone hanno seguito la tradizionale sfilata del dragone dal quartiere di Chinatown fino a piazza delle Carceri. Una festa tra tamburi, colori e grande partecipazione per celebrare l’anno del Cavallo di Fuoco, simbolo di energia e cambiamento.
IL SERVIZIO DI GIORGIO BERNARDINI
PRATO – Oltre diecimila persone hanno partecipato ieri ai festeggiamenti per il Capodanno cinese, confermando ancora una volta Prato come capitale italiana della comunità orientale. Un lungo serpentone colorato ha attraversato la città dal quartiere di Chinatown fino al cuore del centro storico, con arrivo in piazza delle Carceri, dove si sono radunate circa cinquemila persone e gli ingressi sono stati contingentati per motivi di sicurezza.
La giornata si è aperta al tempio buddista di piazza della Gualchierina con il tradizionale taglio del nastro officiato dalla console Qi Yin, che ha ringraziato la città e le istituzioni per il sostegno. Alle 9 la partenza del corteo: quattrocento figuranti, sei dragoni – due guidati da gruppi italiani e quattro cinesi – tamburi, petardi e danze che hanno trasformato via Filzi e Porta Pistoiese in un palcoscenico a cielo aperto.
Si celebra l’anno del Cavallo di Fuoco, simbolo di energia, passione e slancio verso il futuro.Imponente il piano sicurezza con forze dell’ordine e volontari. Una festa che unisce tradizione, spettacolo e integrazione. Nel dibattito finale che si è svolto al Lanarchico – spazio di confronto e cultura dove è stata inaugurata anche una mostra cui hanno partecipato molti artisti sino discendenti – è emersa anche una possibilità di speranza concreta riguardo alla sempre maggiore integrazione fra comunità e modelli. La sinologa Ilaria Mundula, ha infatti ricordato che “Prato ha ottime chance di giocarsi le carte che le tre T dello sviluppo delle città future teorizzato da Richard Florida – Tecnologia, Talento e Tolleranza -mettono a disposizione”.