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Prato: l’appello del procuratore Tescaroli, “Più uomini e risorse”

Luca Tescaroli, procuratore capo di Prato

La criminalità multietnica mette la città in difficoltà, le forze di controllo sono insufficienti. Il procuratore di Prato Luca Tescaroli ha scritto al ministro dell’Interno per chiedere più uomini e più risorse, denunciando una situazione che definisce ormai “critica”.

Il servizio di GIORGIO BERNARDINI

PRATO È un appello netto e senza sconti quello che il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, ha rivolto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Una lettera formale, inviata il 9 gennaio, in cui il magistrato chiede un vero rafforzamento delle forze dell’ordine per un territorio che definisce ormai un “laboratorio criminale multietnico”.
Il contesto è quello dei nuovi numeri sugli organici: a Prato arriveranno appena sette unità in più, sei alla Questura e una alla polizia postale. Un dato che appare marginale se confrontato con quello di altre province toscane e che, secondo Tescaroli, è del tutto inadeguato rispetto alla complessità e alla pericolosità della situazione locale. Nella sua lettera, il procuratore ricorda il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si tenne a Prato il 15 agosto dello scorso anno. Un appuntamento che sembrava segnare una presa di coscienza da parte dello Stato, ma che, cinque mesi dopo, non ha prodotto i risultati attesi. Da allora – scrive Tescaroli – la situazione si è ulteriormente aggravata.
Il magistrato parla di una criminalità organizzata composta da gruppi cinesi, albanesi e nordafricani, intrecciati anche con la delinquenza italiana e con realtà di tipo mafioso. Una rete complessa, strutturata e con ramificazioni che vanno oltre i confini della provincia.Tescaroli elenca episodi, tensioni, guerre tra bande, spedizioni punitive, fatti di sangue e emergenze straordinarie che hanno messo sotto pressione le forze dell’ordine e la procura. E sottolinea come, dal Comitato di Ferragosto a oggi, gli organici investigativi non siano stati rafforzati, anzi in alcuni casi siano destinati a ridursi per pensionamenti imminenti.
Il messaggio al ministro è chiaro: senza un intervento rapido e deciso, con nuovi innesti e un vero potenziamento di polizia, carabinieri e guardia di finanza, il territorio pratese rischia di restare esposto a un’emergenza criminale sempre più difficile da controllare. Una richiesta che Tescaroli lega direttamente agli impegni presi dal governo la scorsa estate. Ora, dice il procuratore, è il momento di mantenerli.

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