Università, Sesto, Calenzano, Campi, Carmignano e Provincia Prato contestano la Via ministeriale: «Stessi vizi del vecchio masterplan bocciato». Giani: «Interessi particolari contro quelli generali».
Anche l’Università di Firenze si schiera contro l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, presentando ricorso al Tar Toscana insieme ai Comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Poggio a Caiano e alla Provincia di Prato. Sono sei ricorsi distinti (ma con lo stesso pool di avvocati) contro la Valutazione di impatto ambientale (Via) concessa dal Ministero dell’Ambiente al nuovo masterplan, che prevede pista e terminal ampliati. Gli enti contestano “incongruenze, carenze documentali e vizi di forma superiori al precedente progetto bocciato” da Tar e Consiglio di Stato: la nuova pista cancellerebbe il Parco agricolo della Piana, aree umide vitali per biodiversità e agricoltura, e metterebbe a rischio il Polo universitario. “La Piana non regge l’opera”, è da sempre la posizione dei sindaci di Sesto e Calenzano: «Gli avvocati, vagliando la sterminata documentazione presentata dal proponente e il decreto stesso, hanno individuato una mole di incongruenze, di carenze documentali e di vizi di forma forse anche superiori rispetto al precedente procedimento bocciato — sottolinea il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani». Mentre oggi anche l’Università entra a pieno titolo a far parte di questo fronte. Il governatore Eugenio Giani critica: “Interessi particolari, anche dell’Ateneo che agisce come soggetto politico. Ci costituiremo in giudizio per un progetto ambientalmente sostenibile che dà sicurezza”. L’Università replica: “Tuteliamo ricerca e didattica su basi scientifiche”. La sindaca Sara Funaro (Firenze e Città Metropolitana) insiste: “Basta posizioni strumentali: serve uno scalo all’altezza del territorio”. Enac (Di Palma): “Ci difenderemo”.