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Figline: rischio impasse su reindustrializzazione sito ex Bekaert

bekaert Fiom

Si rischia l’impasse sul progetto Hera di reindustrializzazione del sito ex Bekaert di Figline Valdarno, fermo da sette anni dopo la delocalizzazione in Romania della produzione di steel cord per pneumatici, la chiusura dello stabilimento e il licenziamento di 400 lavoratori.

Produzione di idrogeno verde e ossigeno, produzione di biometano dalla conversione di energia rinnovabile, con una produzione fotovoltaica di 162 milioni di kWh all’anno, stoccaggio dell’energia per essere autosufficienti. E poi 30mila mq per l’agricoltura aeroponica di verdure e ortaggi, una stazione di servizio di 3.600mq per il rifornimento di veicoli a idrogeno ed elettrici e un allevamento di trote. Sarebbe questo il futuro dell’area ex Bekaert di Figline n Valdarno se venisse approvato definitivamente il progetto di re industrializzazione firmato H2 Era, e denominato Hera Green Valley (HgV). Il condizionale è d’obbligo perché dopo il via libera di Arpat e Regione sul progetto presentato due anni fa, la sovrintendenza ha imposto una serie di prescrizioni che rischiano di allungare i temi se non addirittura di far saltare l’operazione che potrebbe dare lavoro a circa 200 persone. Il 26 gennaio scorso infatti, la soprintendente di Firenze Antonella Ranaldi ha imposto sei condizioni, tra cui una relazione storico-critica al fine di trasformare l’area «senza sostanziale modifica del complesso industriale», nuovi saggi, e la riserva dell’ ultima parola, con la possibilità di inviare un archeologo in corso d’opera sul posto.

Prescrizioni che stanno cerando un impasse sul sito chiuso da sette anni dopo la delocalizzazione in Romania della produzione di steel cord per pneumatici Tanto che oggi la Cisl si chiede, provocatoriamente, se “Questo territorio ha ancora interesse per il lavoro ?

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