Sicurezza e immigrazione tornano a scuotere il centrosinistra toscano. A poche ore dall’apertura della “Manifattura delle Idee” l’ex sindaco Dario Nardella riapre il dossier sui Cpr e invita il Pd a non limitarsi a un “no” pregiudiziale.
IL SERVIZIO DI GIORGIO BERNARDINI
“È sbagliato archiviare il tema dei rimpatri dicendo semplicemente di ’no’ ai Cpr”, parola di Dario Nardella. A poche ore dall’inaugurazione della due giorni di discussioni politiche “Manifattura delle Idee” a Firenze, l’ex sindaco apre alla possibilità di costituire un centro di rimpatrio per i migranti in Toscana. Un argomento che vede notoriamente il campo largo e il suo stesso partito – il Pd – sbilanciato su tutt’altro versante. E che fa deflagrare, ancora una volta, il tema della sicurezza nel campo del centrosinistra. L’ex sindaco della città, ora europarlamentare, ha rinfocolato inaspettatamente la discussione sulla scia di quanto aveva già fatto il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale: in un’intervista a La Nazione Nardella ha infatti spiegato che secondo lui è possibile pensare all’apertura di un Centro di rimpatrio in questa regione, anche se molto diverso da quello per il quale in passato si sono spese le forze di centrodestra, ovvero “una struttura simile agli Sprar, che rappresentavano uno strumento molto utile per l’integrazione e, allo stesso tempo, per favorire l’integrazione delle persone ospitate”. La riflessione dell’ex sindaco si allarga anche sul tema della sicurezza e sull’importanza che il centrosinistra sia tornato a discuterne, dopo averne fatto, negli scorsi anni, una sorta di argomento tabù. Non sfugge tuttavia che la sua opinione sia in qualche modo in antitesi con il pensiero già espresso negli scorsi mesi dai due principali attori della politica cittadina, che pure saranno alla due giorni della “Manifattura delle Idee”: il governatore toscano Eugenio Giani e la guida di Palazzo Vecchio, la sindaca Sara Funaro. Di certo, il tema dei rimpatri e dei Cpr torna al centro dell’agenda toscana e costringe il centrosinistra a misurarsi con la domanda che tornerà di gran moda prima delle elezioni politiche del prossimo anno: è possibile coniugare accoglienza e sicurezza senza lasciare il terreno del confronto alla destra?