“Dal settembre 2022 abbiamo collaborato con Donna Vita e Libertà all’organizzazione di moltissime iniziative e mobilitazioni in sostegno al popolo iraniano in lotta per la propria autodeterminazione. La posizione di Arci Firenze è sempre stata chiara, non esiste un internazionalismo a targhe alterne, stiamo sempre dalla parte dei popoli che lottano per la propria autodeterminazione e per la propria liberazione da regimi totalitari o da occupazioni straniere. Anche per quanto riguarda il contesto iraniano ci siamo sempre mossi tenendo ben saldi questi presupposti: solidarietà massima al popolo iraniano che lotta per la sua liberazione. Quella che Usa e Israele hanno cominciato sabato è una guerra che non riguarda solo l’Iran, ma che rischia di fare il maggior numero di vittime tra la popolazione iraniana. Non accetteremo mai l’idea che la guerra esporti la democrazia”. Così l’Arci di Firenze in un post esprime la sua posizione in replica a Leila Farahbakhsh, designer iraniana esule a Firenze da 15 anni e attivista dell’associazione “Donna, vita e libertà”, che ha interrotto domenica scorsa un corteo pacifista sui lungarni contro l’intervento militare USA in Iran. “Dove eravate quando il regime iraniano ha ucciso 40.000 persone”, ha detto Leila, difendendo l’intervento americano e criticando quello che ha definito il “silenzio” dei pacifisti.
Marzia Frediani Presidente Arci Firenze