Anche ad Arezzo si vota il 24 e il 25 maggio per il Consiglio comunale e per rinnovare la carica di primo cittadino. Qui il centro sinistra spera di riconquistare il Comune dopo undici anni di opposizione, mentre una candidatura civica prova a sparigliare le carte.
Da una parte il centro sinistra, tutto concentrato sulla riconquista di una città governata negli ultimi undici anni da un centro destra molto a destra. Il candidato del campo progressista è l’ex assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, impegnato in questi giorni in una campagna porta a porta per cercare di stanare fino all’ultimo voto. Per lo schieramento di centro destra il nome che aspira a diventare il prossimo sindaco di Arezzo è quello di Marcello Comanducci. Sostenuto dai partiti che fanno anche livello nazionale la coalizione di governo, ma anche da un numero crescente e ancora indefinito di liste civiche. Obiettivo, portare quanti più consiglieri possibili in Consiglio comunale, in modo da potersi assicurare un governo forte e senza incertezze. La cifra distintiva in questa campagna elettorale aretina riguarda infatti la corsa a costruire liste, tante liste, piene di personaggi noti in città che possano portare un valore aggiunto, in termini di voti per la coalizione e di consiglieri. C’è poi un candidato che è tutto civico, Marco Donati, che si presenta forte di ben cinque liste civiche. Di area progressista potrebbe in realtà drenare voti sia allo schieramento di centro sinistra che di centro destra, rendendo il risultato molto più incerto e provando così a porsi come ago della bilancia. Prevedibile un secondo turno elettorale con eventuali successivi accordi per una campagna elettorale tesa, partecipata e piena di candidati. Nel caso, gli aretini torneranno alle urne il 7 giugno. Da segnalare anche la candidatura di Michele Menchetti e Alternativa Comune. Ma soprattutto lo sbarramento al 3% che cadrà come una scure sulla pletora di candidati ad Arezzo.