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Aeroporto Peretola, rischio mega ritardi per il parere Ue: pressing sul Mit

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Il governo ha inserito nella Via un parere vincolante Ue, con rischi di 22 mesi di stop su costi e cantieri. Giani ottimista, ma Toscana Aeroporti preme per decreto Mit urgente.

L’ampliamento dell’aeroporto di Firenze Peretola – contenuto nei suoi dettagli nel Master Plan 2024-2035 – rischia uno stop prolungato per un parere vincolante della Commissione Europea sulla Valutazione di Impatto Ambientale (Via), inserito nel testo definitivo del Governo. La notizia mette in allarme Regione Toscana, Enac e la società di gestione degli scali toscani, che premono sul Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per un decreto correttivo immediato. Il presidente Eugenio Giani si dice “ottimista sul dialogo con Roma”, ma le conseguenze di un passaggio a Bruxelles sarebbero “imprevedibili”: fino a 22 mesi di iter, con costi extra stimati in decine di milioni e ritardi nella costruzione della terza pista da 2,8 milioni di passeggeri annui. La procedura dell’Unione europea, è stata attivata a proposito dei profili ambientali e fonometrici a seguito del contenzioso con i Comuni limitrofi, dunque Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Calenzano). E bloccherebbe appalti e varianti urbanistiche già approvati dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Toscana Aeroporti nel frattempo ha formalizzato la richiesta di modifica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, parlando di un errore tecnico nel decreto governativo. Dure le critiche dal fronte No Masterplan: “la procedura Ue tutela i cittadini e l’ambiente contro un’opera sovradimensionata”. Infine Giani ha convocato un vertice con i sindaci interessati e con l’Enac per scongiurare i ritardi, mentre il governo Meloni resta in silenzio.

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