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Maltempo: sette vittime in Toscana. Caduta più pioggia che nel ’66

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Maltempo – Sale a sette il numero delle vittime accertate in Toscana dopo l’alluvione che ha colpito soprattutto le province di Pisa, Firenze e Prato da ieri pomeriggio.  La notizia della donna di 65 anni travolta dall’acqua e dal fango mentre attraversava in auto un piccolo ponte a Lamporecchio nel Pistoiese ha aperto la riunione dei vertici della Protezione civile regionale.  Ma nel frattempo si registra anche la morte di un uomo di 73 anni, rimasto folgorato a Prato nella taverna della sua abitazione, verosimilmente temendo un allagamento e quindi possibili cortocircuiti all’impianto elettrico della casa. Il conto dei dispersi, invece, sale a due:un uomo a Campi Bisenzio e un altro a Prato, la cui auto è stata rinvenuta a 8 chilometri da casa.

Segnalati diversi cittadini sfollati in vari Comuni, oltre 150 nella sola Campi Bisenzio dove sono esondati tre corsi d’acqua allagando circa 800 ettari di territorio. Numerose le abitazioni e le cantine allagate ancora da liberare dal fango. Molte segnalazioni riguardano l’assenza di elettricità (alle ore 17 circa 20.000 utenti disabilitati). Una ulteriore criticità è quella che riguarda i rifiuti, perché è previsto un significativo ed imprevisto incremento della quantità di  indifferenziati da gestire e smaltire. A non dare tregua anche il forte vento. A Livorno per una mareggiata è stata abbattuta la statua della Ballerina, allagata anche la passeggiata di Viareggio mentre a Lucca il Serchio è monitorato. La drammatica situazione del maltempo è stata al centro di una telefonata del presidente Sergio Mattarella al governatore della Toscana Giani. Il consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per le province di Firenze, Pisa, Pistoia, Livorno e Prato, con lo stanziamento di 5 milioni.

Oltre 500 i vigili del fuoco impegnati e coadiuvati dai rinforzi arrivati da altre regioni. E mentre nella regione è tronato a piovere e le previsioni per il fine settimana è prevista una nuova perturbazione Firenze si appresta a ricordare l’alluvione del 4 novembre del ’66 in uno scenario di paura, rabbia e fango con fiumi esondati, abitazioni e negozi allagati, senza corrente e con famiglie costrette a lasciare le case spostandosi sui gommoni.

Ma anche con il mondo del volontariato, allora come ora pronto ad affrontare l’emergenza con idrovore, generatori, squadre di soccorso a supporto di presidi ospedalieri e squadre logistiche a supporto dei territori e delle popolazioni colpite.

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