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Giovani: in Toscana il 13% non lavora e non studia.

Giovani Toscana

E’ quanto emerso dalla ricerca dell’Irpet sulla condizione dei giovani in Toscana presentata questa mattina dalla ricercatrice Silvia Duranti nel corso del convegno sul progetto ‘Talenti in azione’ a Firenze.

Dalla ricerca emerge anche che un ragazzo su due (il 50%) tra coloro che hanno smesso di studiare dopo aver assolto l’obbligo scolastico è diventato un Neet, percentuale ferma al 10% in caso di laureati. Le ragazze sono più dei ragazzi: 17% rispetto al 10%. La Toscana inoltre registra una più spiccata resistenza al ringiovanimento occupazionale: il tasso di sostituzione della forza lavoro esperta (fascia d’età 60-69 anni) con quella giovanile (20-29) si ferma al 68%, ben sotto di 5 punti della media italiana e di 17 punti della media Ue.

Come dato assoluto, in circa dieci anni, in Toscana, la percentuale di giovani Neet, cioè dei giovani (tra i 18 e i 29 anni) che non lavorano e non studiano, è calata di quasi dieci punti percentuali, passando dal 22% del 2015 al 13%, dato inferiore alla media nazionale al 18%.

La ricercatrice dell’Irpet ha evidenziato soprattutto “la questione demografica, cioè i giovani sono pochi, questo è un un tema ormai attualissimo nel dibattito pubblico. Nonostante questo, gli indicatori ci dicono che i giovani in Toscana e in Italia sono ancora sotto sottoutilizzati, c’è uno spreco di capitale umano e di forza lavoro giovanile.

I Neet sono ancora al 13%, il 9% dei giovani abbandona gli studi senza un titolo di studio formale e i laureati sono solo il 33% del totale. Consideriamo che nel 2030 dovrebbero essere il 45% secondo l’Unione europea”. Guardando più nel dettaglio il quadro sui Neet, ha aggiunto Duranti, “il fenomeno è molto eterogeneo, c’è chi ha perso il lavoro e lo sta solo ricercando, ma c’è anche chi è inattivo, cioè non lo cerca nemmeno. Ecco, il 65% sono inattivi, sono giovani che sono da riattivare, anche difficilmente intercettabili da un centro per l’impiego o da qualsiasi altro soggetto preposto alle politiche giovanili”.

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