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Firenze: madri palestinesi e israeliane mobilitate per la pace

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Sono decine le realtà di Firenze che hanno aderito all’appello per “raggiungere una pace giusta e inclusiva che interrompa la catena di morti e sofferenze”, lanciato dalle associazioni Women of the Sun e Women Wage Peace (realtà di donne palestinesi la prima, di israeliane la seconda). Associazioni che hanno organizzato per il 24 marzo a Roma l’iniziativa ‘Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace’, una camminata a piedi nudi.

Una camminata a piedi nudi per la pace: si chiama’Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace’ e si terrà il 24 marzo a Roma, organizza delle associazioni Women of the Sun e Women Wage Peace (realtà di donne palestinesi la prima, di israeliane la seconda).

E sono decine le realtà fiorentine che hanno aderito all’iniziativa. Dalla Comunità islamica di Firenze e Toscana a quella ebraica, dai Cristiani insieme per la pace (la rete che comprende le parrocchie cittadine) al movimento Donna vita libertà, passando per Arci, Anpi, Cgil, Cospe, Donne per la pace e Casa delle donne di Firenze. Tutte hanno aderito all’appello per “raggiungere una pace giusta e inclusiva che interrompa la catena di morti e sofferenze”.

E anche Firenze si mobilita nello stesso giorno, per coloro che non potranno andare nella Capitale. L’appuntamento è alle 17:30 di martedì prossimo al Centro internazionale Giorgio La Pira per un momento di riflessione, quindi alle 19 manifestazione sul ponte Santa Trinita, con l’invito dei promotori a portare solo un fiore bianco, senza bandiere né simboli nazionali o di partito. Sarà presente anche la Scuola di musica di Fiesole con Letizia Zanobini e la sua viola che si farà interprete del messaggio di pace attraverso un linguaggio universale, quello della musica.

L’iniziativa è stata presentata oggi con le rappresentanti delle due organizzazioni, Reem Al-Hajajrah (co-fondatrice e direttrice di Women of the Sun) e Yael Admi (co-fondatrice e presidente di Women Wage Peace), già candidate al Nobel per la pace nel 2024, collegate on line. Presentazione che si è svolta nella sede dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, con il presidente Giampaolo Marchini che ha ricordato “il prezzo altissimo” pagato dai giornalisti nei conflitti, soprattutto in Medio Oriente e la raccolta fondi lanciata dall’Odg a livello locale e nazionale, per sostenere i reporter palestinesi e le loro famiglie.

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