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Domani sono 40 anni dall’omicidio Dionisi, la moglie Mariella: “mi manca sempre il fiato”

Domani saranno 40 anni dall’omicidio dell’appuntato della polizia di Stato, medaglia d’oro al valor civile Fausto Dionisi. La moglie Mariella Magi: “è difficile vedere che i terroristi hanno avuto tutto, anche la possibilità di una seconda vita”.

“Come sempre mi manca il fiato. Sono passati 40 anni ma è tutto sempre molto difficile”, “è difficile soprattutto vedere che i terroristi hanno avuto tutto, anche la possibilità di una seconda vita. E chi materialmente uccise Fausto poi non è mai stato preso”: così Mariella Magi, la vedova di Fausto Dionisi, il poliziotto ucciso da Prima Linea in un conflitto a fuoco il 20 gennaio 1978 a Firenze.

Domani saranno 40 anni dall’omicidio dell’appuntato della polizia di Stato, medaglia d’oro al valor civile. “Io vado avanti e cerco di ricordarlo com’era – prosegue Mariella Magi -, un padre delizioso, attaccatissimo alla sua bimba, che purtroppo non lo può ricordare”. Fausto Dionisi fu ferito a morte davanti al carcere delle Murate dai terroristi, poi messi in fuga, che cercavano di far evadere alcuni compagni. Lasciò la moglie, Mariella Magi, e una figlia di 2 anni e mezzo, Jessica.

Domani mattina, a Firenze, si terranno le celebrazioni in sua memoria. Dopo la deposizione di un mazzo di fiori sulla sua tomba al cimitero di Peretola, successivamente, in centro, in via della Casine, luogo dell’agguato, si terrà la cerimonia di commemorazione organizzata dalla questura dove c’è la lapide che ricorda il sacrificio di Dionisi. Il 20 gennaio 1978, verso mezzogiorno, una donna suonò alla porta dell’alloggio di servizio, adiacente al carcere delle Murate, del maresciallo responsabile della sicurezza della struttura. Era un pretesto.

Fu sequestrata la moglie del militare, mentre altri due complici iniziarono a segare le sbarre di una finestra dell’appartamento che dava sul cortile interno del carcere. Allo stesso tempo i terroristi detenuti stavano segando le sbarre delle finestra della loro cella, con l’intento di guadagnarsi una via di fuga passando dal cortile e poi dall’alloggio del maresciallo. Fuori, su un furgone rubato, li attendevano altri due terroristi armati. Quando una pattuglia della volante si avvicinò al furgone per un controllo, fecero fuoco. Dionisi cadde a terra colpito. Morì poco dopo essere arrivato in ospedale. Un altro agente fu gravemente ferito.

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