L’associazione ecologista Apuane Libere ha annunciato di aver presentato un ricorso al Tar della Toscana per “l’annullamento, previa sospensione cautelare, del provvedimento autorizzativo unico regionale con cui il Parco regionale delle Alpi Apuane ha autorizzato la riapertura di due cave dismesse da 60 anni nel comune di Vagli di Sotto in Garfagnana”, in provincia di Lucca.
“In quella che dovrebbe essere un’area protetta soltanto negli ultimi dieci anni, grazie allo sciagurato Piano di indirizzo territoriale approvato dalla Regione Toscana nell’era della giunta Rossi, il parco delle Alpi Apuane ha fatto riaprire ben 20 siti estrattivi impattanti, che stanno portando questa catena montuosa situata tra le province di Lucca e Massa-Carrara in uno stato di coma ecologico profondo”. Lo afferma l’associazione ecologista Apuane Libere ha annunciato di aver presentato un ricorso al Tar della Toscana per “l’annullamento, del provvedimento autorizzativo unico regionale con cui il Parco regionale delle Alpi Apuane ha autorizzato la riapertura di due cave dismesse da 60 anni nel comune di Vagli di Sotto in Garfagnana”.
“Ci siamo appellati al Tar – ha spiegato l’organizzazione ambientalista con una conferenza stampa a Palazzo Vecchio, organizzata grazie a Dmitrij Palagi di Sinistra Pc – non solo perché garantisca i diritti di tutela dei valori naturalistici, paesaggistici ed ambientali previsti dagli articoli 9 e 41 della Costituzione, ma soprattutto perché i giudici facciano rispettare le leggi nazionali e i regolamenti europei che proibiscono di sanare certi tipi di reati come quelli ambientali, commessi per poter riaprire queste vecchie ferite inferte al Monte Pallerina”.
“Dal punto di vista paesaggistico ed acustico – sostengono gli ambientalisti – lo scempio che le due cave creerebbero, sarebbe talmente impattante da essere enormemente visibile ed udibile dalle migliaia di persone che ogni anno visitano un sito turistico e religioso importante come l’Eremo di San Viviano”.
“Pensando al futuro – ha concluso Briccolani – stiamo candidando formalmente le Alpi Apuane presso il Ministero dell’Ambiente come soggetto ripristinabile: perché è bene ricordare che la Nature Restoration Law impone agli stati europei, e quindi anche all’Italia, degli obiettivi vincolanti e stringenti come il ripristino degli ecosistemi degradati in almeno il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e di trasformare in siti naturali ex aree industriali e caveProporremo al Consiglio comunale di prendere posizione e di far valere il peso politico del Comune di Firenze nei confronti della Regione – ha affermato Palagi -. Troppo spesso il Comune capoluogo scarica i costi ambientali, umani e sociali su territori che considera periferici”.
“Ci dispiace inoltre constatare come il ‘nuovo’ centrosinistra sia nella sostanza in totale continuità con quello precedente, nonostante tutte le promesse e gli annunci fatti in campagna elettorale”, ha aggiunto.