“Non capita a tutti di ricevere le chiavi di casa propria. Significano solidarietà, significano apertura, significano legami. Significano unità e fratellanza, sorellanza”. Lo ha detto il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, a margine della cerimonia di consegna delle Chiavi della città a Firenze, in Palazzo Vecchio.
“È simbolico, ma comprendiamo e sentiamo l’enorme sostegno della comunità ucraina in Italia, a Firenze, l’enorme sostegno della nostra città natale. Il grande sostegno all’Ucraina e l’unità sono fondamentali. L’unità è fondamentale per la pace e la libertà. Ed è per questo che la chiave rappresenta anche un ulteriore passo verso la libertà che sogniamo in Ucraina e immagino che in Europa tutti abbiano esattamente lo stesso sogno”.
Le Chiavi della città, continua, “sono un simbolo molto importante. Ai fiorentini dico ‘restate al fianco dell’Ucraina’. Insieme possiamo fermare questa guerra”.
Klitschko, si legge nelle motivazioni, “esempio di leadership e responsabilità in un frangente di straordinaria gravità, nell’assunzione di decisioni e nell’azione quotidiana a tutela della propria comunità, incarnando quei valori di coraggio, resilienza e dedizione che la città di Firenze riconosce e condivide. Per l’indomito coraggio e l’altissimo senso del dovere con cui guida la propria comunità in tempi di estrema prova ergendosi, a salvaguardia dei valori universali di libertà e democrazia”.
Funaro ha sottolineato che questo vuole essere “un segno di vicinanza, fratellanza e amicizia a tutto il popolo ucraino, può sembrare un gesto semplice ma profondamente carico di significato, che parla di amicizia, di memoria, di responsabilità condivisa”. Una consegna per “raccontare il legame storico tra città amiche”, ha aggiunto Funaro ricordando “che nel 1966, dopo l’alluvione, Kiev ci fu vicina con aiuti concreti”, “un gesto di fraternità che Firenze non ha mai dimenticato”. L’anno successivo il gemellaggio, in piena Guerra fredda, firmato per Firenze dal sindaco Piero Bargellini, nonno di Sara Funaro.
“Un legame che non si è mai interrotto, ma rinnovato e rafforzato, “negli anni più bui della guerra”, dopo l’invasione russa. Kiev “è una delle culle della civiltà europea, un ponte tra oriente e occidente”, un simbolo “di resistenza e rinascita”. Una città che “rappresenta la lotta per la libertà e la democrazia e il diritto internazionale” e “difende i valori stessi dell’Europa”, con una popolazione che “nonostante i bombardamenti”, “continua a essere fiera e non si arrende”.