Slovacchia e Ungheria acquistano Sputnik V, senza passare dall’UE

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Il Primo Ministro slovacco ha detto che il vaccino Sputnik V non sarà somministrato immediatamente perché ha ancora bisogno dell’approvazione dell’ente nazionale del farmaco. La Slovacchia non è l’unico paese a procedere in autonomia.

La Slovacchia ha acquistato 2 milioni di dosi del vaccino Sputnik V. Insieme all’Ungheria, è il secondo Stato membro dell’Unione Europea che si rifornisce del vaccino russo, non ancora approvato dall’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco.

Il Primo Ministro slovacco Igor Matovič ha tenuto una conferenza stampa ieri all’aeroporto di Košice, in occasione dell’arrivo del primo lotto di dosi di Sputnik V. Il Primo Ministro ha dichiarato che il vaccino russo consentirà al suo paese di aumentare la velocità di somministrazione del 40%.

Il Ministro della Sanità ha però aggiunto che Sputnik V non sarà somministrato immediatamente perché necessita ancora dell’approvazione da parte dell’ente del farmaco nazionale. Secondo lo Slovak Spectator, la Slovacchia ha ricevuto 200000 dosi, altre 800000 sono previste per marzo e aprile. L’ultimo milione arriverà a maggio e giugno. Ricordiamo che la Slovacchia conta circa 5 milioni e mezzo di abitanti.

Tuttavia, la decisione di ignorare gli accordi della Comunità Europea che prevedevano una strategia condivisa nell’approvvigionamento dei vaccini sta già causando tensioni. La strategia era proprio finalizzata a fare sì che gli Stati membri più piccoli, quindi dotati di minore potere d’acquisto e contrattuale, beneficiassero degli accordi che l’Unione Europea poteva ottenere contrattando con le aziende farmaceutiche come un soggetto unico. Pertanto, anche il Ministro degli Affari Esteri Ivan Korčok ha criticato la decisione del Primo Ministro, facendo inoltre notare che Sputnik V al momento non ha neanche ricevuto l’approvazione.

Negli ultimi tempi la strategia dell’Unione Europea è stata messa in discussione da alcuni Stati membri. I ritardi nella campagna vaccinale rispetto a Paesi come Israele, Regno Unito e Stati Uniti hanno sollevato dubbi sulla validità delle decisioni della Commissione. Anche Austria e Danimarca hanno annunciato, seppure con toni diversi, la necessità di procedere autonomamente all’approvvigionamento dei vaccini per anticipare la fine delle restrizioni dovute alla pandemia.

Interpellata sulla questione dal Financial Times, la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ha evitato di commentare, spiegando che né il Governo austriaco né quello danese hanno rilasciato comunicazioni ufficiali. La Presidente ha inoltre rassicurato che i ritardi nelle forniture di vaccini rientreranno nelle prossime settimane e che nei prossimi mesi gli Stati membri avranno tutti i vaccini di cui necessitano.

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