I ritardi nelle vaccinazioni porteranno l’Europa verso una recessione?

Unione Europea - sputnik v

I ritardi nelle vaccinazioni e le difficoltà organizzative di alcuni Stati fanno sospettare gli esperti che l’Europa si stia avvicinando verso un’altra recessione.

Le attese per il 2021 prevedevano un netto miglioramento delle condizioni economiche determinato dalle vaccinazioni di massa. Invece, il ripresentarsi di una seconda e terza ondata in alcuni Paesi europei e i conseguenti lockdown hanno fatto contrarre l’economia in Europa, facendo prospettare una recessione per il 2021.

I livelli di produzione di 19 Paesi appartenenti all’eurozona sono diminuiti dello 0.7% nell’ultimo trimestre del 2020, la diminuzione annuale è stata invece del 5.1%. Si prevede che la contrazione proseguirà anche nei primi mesi del 2021, dato che i Governi continuano a mantenere in vigore le restrizioni che limitano i consumi.

Un’altra conseguenza dei ritardi nelle vaccinazioni è di natura politica. L’ulteriore prolungamento delle restrizioni potrebbe animare sentimenti populisti e antieuropei nei cittadini e alimentare le diffidenze nei confronti degli altri Paesi membri, in modo simile a quanto sta avvenendo tra l’Unione Europea e il Regno Unito.

Un ritorno alla crescita sembra ancora vincolato alla diffusione del vaccino. Il settore industriale europeo è riuscito ad adattarsi e a tornare a una situazione di quasi normalità, chi continua a risentire degli effetti delle restrizioni sono le attività legate al turismo e, più in generale, quelle che prevedono incontri di persona. In Germania, circa 600000 lavoratori del settore alberghiero e della ristorazione ricevono sussidi statali e sono di fatto disoccupati. Nonostante questo, la Germania ha avuto una crescita marginale nell’ultimo quarto del 2020 mentre Italia e Francia, come il resto d’Europa, sono in recessione.

 

Mentre in alcuni parti del mondo si comincia a vedere la fine del contagio, nei 27 Paesi dell’Unione Europea solo il 2.5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Italia, Francia e Germania, i Paesi che trainano l’economia dell’Europa, si attestano ancora sotto quel livello. Al contrario, il Regno Unito, che ha investito molto nell’ottenimento e nella distribuzione del vaccino, ha somministrato la prima dose al 13% della sua popolazione. Gli Stati Uniti a circa il 7%.

Gli economisti si aspettano che l’Unione Europea riesca a impennare sensibilmente il numero di vaccinazioni entro la primavera, permettendo di allentare le restrizioni ed evitare che l’Europa ritorni in recessione. Tuttavia, le stime lasciano intendere che l’eurozona non riuscirà a tornare ai livelli precedenti al coronavirus prima del 2022.

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