PQE Group lancia progetti contro fake news sul Covid e stereotipi femminili

PQE Group

PQE Group propone due progetti di corporate social responsibility per contrastare le fake news sul Covid19 e gli stereotipi femminili.

Dopo un anno dall’inizio della pandemia globale PQE Group ha deciso di presentare due nuovi progetti interni, mettendoli poi a disposizione della comunità mondiale. Il primo riguarderà la nuova edizione di Infodemic, la Task Force di ricerca scientifica per combattere le fake news sul Covid-19, mentre il secondo, dal titolo “Unconventional Female Thoughts” avrà come obiettivo quello di abbattere stereotipi del mondo femminile.

Dopo il successo della prima edizione e il perpetrarsi della pandemia globale, l’azienda ha deciso di portare avanti l’iniziativa “Infodemic Task Force” coinvolgendo un nuovo gruppo di dipendenti: 12 esperti consulenti di PQE Group laureati in discipline che spaziano dall’Ingegneria Biomedica e la Biotecnologia alle Scienze Sociali ed Economiche. Il gruppo lavorerà per fornire tramite i canali di comunicazione di PQE Group un’informazione scientificamente accurata sulla pandemia. Gli articoli saranno pubblicati sul sito aziendale alla pagina dedicata al progetto, dove ad oggi sono fruibili gli articoli scritti durante la prima edizione.

Il programma “Unconventional Female Thoughts” avrà inizio venerdì 26 marzo alle 12:30 in diretta dai canali social aziendali. Il programma consiste in 15 minuti di riflessioni da parte di Gilda D’Incerti, fondatrice e AD di PQE Group, insieme ad ospiti con l’obiettivo di dare segnali positivi attraverso riflessioni che abbattano gli stereotipi e diano alle donne la possibilità di avere una maggiore coscienza di sé. Si tratterà di testimonianze di donne che si racconteranno durante una chiacchierata informale.

D’Incerti spiega: “Credo che entrambi questi due progetti siano molto importanti poiché persone più informate e formate possono fare scelte più consapevoli nella vita di tutti i giorni. La pandemia globale ha sottolineato le debolezze del sistema e delle nostre comunità sottolineandone la fragilità. Per questo ho deciso di far rientrare entrambi questi progetti tra le attività di responsabilità sociale che la mia azienda porta avanti da molti anni”.

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