PIOMBINO, AFERPI RISPONDE A LETTERA MISE SU MESSA IN MORA

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L’azienda Aferpi ha risposto a lettera del Mise sulla messa in mora. I sindacati attendono incontro con Ministero e commissario. Tajani: “siderurgia toscana in strategia europea”.

E’ arrivata oggi la risposta da parte di Aferpi al Governo, alla lettera di messa in mora che a metà aprile il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda aveva inviato all’azienda. Al momento i contenuti non sono stati resi noti ma i sindacati aspettano a breve una convocazione al ministero. “Abbiamo appreso che la proprietà Aferpi – dice Lorenzo Fusco della Uilm – ha risposto oggi alla lettera formale inviatale dal Governo e che la risposta è ora nelle mani del Commissario Straordinario. Abbiamo immediatamente richiesto un incontro al Commissario per conoscerne i contenuti il prima possibile e ci aspettiamo di essere a breve convocati dal ministero”.

Sulla questione si è pronunciato anche il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani a margine di “The State of the Union”:”credo che l’industria siderurgica toscana debba essere inserita in una strategia nazionale ed europea, affinché l’alta qualità e il saper fare di queste imprese non venga perduto”. “E’ un patrimonio che deve essere tutelato non soltanto nell’interesse locale, ma anche nell’interesse nazionale ed europeo”, ha aggiunto Tajani, che da commissario europeo all’Industria aveva visitato anni fa a Piombino proprio le acciaierie Lucchini.

Dal governo e dal ministro Calenda si era evidenziata la necessità di un “prolungamento del periodo di sorveglianza di almeno due anni rispetto al tempo di gestione straordinaria tuttora in atto” come lo aveva definito Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. Bentivogli aveva messo in evidenza come “il management di Cevital si è dimostrato inadempiente rispetto a quanto concordato con governo, istituzioni e sindacati sia dal punto di vista finanziario sia da quello dell’utilizzo della forza lavoro, sia per quanto concerne le produzioni stesse del sito siderurgico di Piombino”.

Una misura condivisa anche dal presidente della Regione Enrico Rossi che, apprezzando la scelta del governo, aveva affermato la necessità della gestione Aferpi di passare “da affermazioni generiche a fatti concreti, compresa una gestione concertata e controllata”. “Se Rebrab vuole portare avanti l’investimento reagirà e darà le risposte che deve. Credo che il Governo italiano debba impegnarsi per sbloccare i fondi algerini, anche minacciando di acquistare minori quantità del loro gas. Vorrei che il traguardo di quell’Accordo di programma che il Governo italiano ha firmato non fosse smarrito, ovvero che a Piombino si sarebbe continuato a produrre acciaio” aveva concluso.

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