Per Cgil la situazione negli ospedali di Firenze sta diventando critica

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Per Cgil gli ospedali di Firenze hanno raggiunto la capacità massima con i pazienti costretti in barella.

La Cgil segnala la situazione critica degli ospedali a Firenze spiegando che  “l’abbassamento dell’età media comporta un drastico aumento dei tempi medi delle degenze, con gravi ripercussioni sui servizi di degenza ordinaria, sia covid che non covid, reparti di degenza medica tutti da settimane iper-affollati con pazienti molto complessi da gestire”.

Nella nota, la Cgil aggiunge: “Mentre fino ad oggi abbiamo rivolto principalmente la nostra attenzione all’occupazione dei posti letto di terapia intensiva, nessuno si è accorto che i reparti di medicina si sono trasformati in veri e propri reparti di sub-intensiva, dove vengono trattati pazienti critici che necessitano di un’intensità di cure molto elevata, senza che ci sia stato il necessario adeguamento degli organici”.

L’allarme lanciato dal gruppo sindacale è che “le gravi carenze di personale infermieristico e Oss ci stanno mettendo nuovamente di fronte alle scene già viste nel corso della prima ondata, quando il personale era costretto a indossare le tute anti-contaminazione per interi turni di lavoro senza alcuna possibilità di ristoro e di interruzione per poter espletare i propri bisogni fisiologici”.

La Fp Cgil chiede “alla Direzione aziendale della Usl Toscana Centro di attivare tutte le misure organizzative che permettano di recuperare il personale impiegato in attività sanitarie non direttamente collegate con l’emergenza sanitaria, oltre che di continuare ad attingere dalla graduatoria Estar per Oss ancora attiva. Le prossime due settimane potrebbero rappresentare la fine della fase più cruenta della pandemia nel nostro territorio; per raggiungere questo obiettivo con la massima sicurezza serve un ulteriore sforzo da parte di Regione e Aziende sanitarie per attivare tutte le misure straordinarie già messe in opera durante la prima ondata e che hanno permesso di garantire la tenuta di tutti i servizi sanitari essenziali”.

Peraltro, segnala sempre la Fp Cgil, “con l’attivazione della zona rossa tutte le scuole restano chiuse e tanti lavoratori sanitari chiedono di rimanere a casa usufruendo dei congedi previsti per stare con i figli in età scolare. Queste ulteriori assenze si andranno ad aggiungere a una situazione generale in cui il personale è stanco e appena sufficiente per coprire gli schemi di servizio nei reparti non covid, ma risulta inadeguato numericamente per i reparti Covid, che sistematicamente stanno prevalendo dalla metà di marzo sulle degenze normali”.

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