Mps: banda 5%; assolti Baldassarri e altri imputati

toscana

Il tribunale di Siena ha assolto oggi Gian Luca Baldassarri, ex capo dell’area finanza di Mps e gli altri 12 imputati al processo per l’inchiesta sulla cosiddetta ‘banda del 5%’. Secondo l’accusa, Baldassarri e gli altri imputati, tra funzionari interni alla banca senese e broker finanziari internazionali, avrebbero messo in piedi una serie di presunte “creste” su operazioni con Mps ai danni della stessa banca.

L’accusa contestata era associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni di banca Mps, costituitasi parte civile al processo. Per Baldassarri, considerata la presunta mente della ‘banda del 5%’ il pm aveva chiesto 3 anni e 8 mesi. Tra gli altri imputati (tra dipendenti Mps e del broker Enigma), assolti “perché il fatto non sussiste”, figurano Pompeo Pontone e Giorgio Filippetto, rispettivamente ex responsabile ed ex dipendente del desk londinese di Mps. L’accusa, rappresentata in giudizio dal pm Antonino Nastasi, ipotizzava che fra i dipendenti di Mps e il broker vigesse un accordo illegale per far lucrare ad Enigma provvigioni non dovute in cambio di cessioni di soldi a beneficio dei dipendenti infedeli.

“Speravamo nell’assoluzione, siamo pienamente soddisfatti. Oggi possiamo dire che la banda del 5% non è mai esistita”. Così l’avvocato Stefano Cipriani, difensore di Gian Luca Baldassarri, ex capo area finanza di banca Mps, commenta l’assoluzione del suo assistito al processo per la cosiddetta “banda del 5%”. “L’istruttoria – aggiunge il legale – aveva dato conto che non c’era alcuna prova di truffe e l’operatività dell’area finanza era in linea con l’operatività delle altre banche”. In aula, alla lettura della sentenza, era presente anche Baldassarri.

“Siamo molto soddisfatti dell’esito odierno che accoglie pienamente le richieste della difesa e sancisce l’assoluzione per Pontone e Filipetto in quanto il fatto non sussiste – la dichiarazione dell’avvocato Antonio Golino, che con Andrea Alfonso Stigliano fa parte del team di Clifford Chanche che ha difeso Pontone e Filipetto -. La sentenza conferma l’assoluta correttezza del loro operato, garantendo quel doveroso riscatto reputazionale e professionale dopo anni di ingiuste accuse”.

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