Latte d’asina al posto di quello vaccino, ok dalla Toscana

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Positivi i primi risultati del progetto regionale sul latte d’asina per bambini allergici a latte vaccino. Si tratta dei risultati preliminari del progetto di ricerca avviato dal marzo 2015 sul “latte d’asina di razza amiatina nella gestione del bambino con allergia alle proteine del latte vaccino”.

I risultati preliminari del progetto evidenziano che il latte d’asina, distribuito gratuitamente alle famiglie dei bambini secondo un piano alimentare stabilito, è sicuro dal punto di vista igienico-sanitario e sotto il profilo nutrizionale simile a quello di donna, ad eccezione del contenuto in grassi che si mostra più basso e che per questo è stato integrato con olio d’oliva, soprattutto nella dieta dei lattanti. Il latte d’asina potrebbe essere interessante anche per gli effetti benefici sugli anziani, essendo ricco di calcio, ma povero di grassi, e sulle persone con osteoporosi.

Il progetto, finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del bando pubblico per progetti di ricerca nel settore Nutraceutica, è tuttora in corso e vi collaborano la Struttura dipartimentale allergologia dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer, il Dipartimento di scienze veterinarie dell’Università di Pisa, l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana e l’Azienda del Complesso agricolo forestale di proprietà della Regione ”Bandite di Scarlino”.

Alla presentazione, a Scarlino, sono intervenuti l’assessora al diritto alla salute, sociale e sport Stefania Saccardi, Leonardo Marras, capogruppo Pd in Consiglio regionale, insieme tra gli altri a Marcello Stella, sindaco di Scarlino, Giovanni Brajon, direttore dell’Istituto zooprofilattico, Federica Salari dell’Università di Pisa, Elio Massimo Novembre, responsabile scientifico del progetto (Meyer). Erano presenti anche due famiglie che utilizzano il latte, a testimoniare l’efficacia del prodotto.

“Studi scientifici seri – ha detto l’assessora Saccardi – hanno scoperto in questo latte proprietà che altri latti non hanno, e partendo dalla fascia dei bambini in età pediatrica, l’idea è quella di ampliarne l’utilizzo ad altre fasce d”età e di pazienti. Da questo punto di vista è importante mettere insieme una rete di distribuzione per renderlo di facile utilizzo in tutta la Toscana. E per questo abbiamo coinvolto la rete delle farmacie”.

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