Il settore dello sci resta bloccato

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Foto di una nostra ascoltatrice della nevicata sullAppennino toscano

Ritirato il permesso che avrebbe consentito lo sci nelle regioni in Zona Gialla, seppure con limitazioni. Adesso spetta alla politica.

La nuova analisi del Comitato tecnico scientifico, che lo scorso 4 febbraio aveva dato il via libera allo sci in zona gialla seppur con una serie di limitazioni (vendita degli skipass contingentati e impianti al 50%) ha fatto sapere che “allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive, incluse quelle per il settore dello sci amatoriale”.

La risposta del CTS è conseguenza della richiesta da parte del Ministro della Salute Roberto Speranza di rivalutare i presupposti per la riapertura allo sci. La decisione del Comitato tecnico Scientifica è influenzata dalla crescente diffusione delle varianti del coronavirus anche sul territorio italiano, variazione più letale e dal maggior tasso di contagio.

Il Comitato ha fatto sapere che la Zona Gialla non ha effetti sul contenimento del contagio come le Zone Arancione e Rossa, pertanto, unita al ritorno alla didattica in presenza, l’apertura allo sci avrebbe determinato un impatto insostenibile sui contagi e sulle terapie intensive del Paese.

Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute Roberto Speranza, ha proprio fatto notare che la diffusione delle nuove varianti del coronavirus sul territorio europeo e in Italia è passata proprio tramite gli impianti di risalita delle stazioni sciistiche in Svizzera.

La notizia arriva dopo un periodo di forti nevicate che aveva colpito l’Appennino centrale e la montagna toscana che faceva sperare nella possibilità di recuperare almeno parte della stagione sciistica. Il Comitato Tecnico Scientifico ha rimesso la decisione ai dirigenti politici sull’apertura o meno di un grosso settore dell’economia nazionale come quello dello sci ma la sensazione è che nessuno voglia assumersi la responsabilità dell’eventuale innalzamento dei contagi causato da una simile decisione.

AGGIORNAMENTO:

Ed in serata la conferma dello stop alle attività sciistiche, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021, data di scadenza del DPCM 14 gennaio 2021.

Il provvedimento, spiega il ministero della Salute, tiene conto dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità, attestanti che la variante VOC B.1.1.7, detta variante UK e caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi.

La preoccupazione per la diffusione di questa e di altre varianti del virus SARS-CoV-2, precisa il ministero, ha portato all’adozione di misure analoghe in Francia e in Germania.

Nel verbale del 12 febbraio, il Comitato Tecnico Scientifico, con specifico riferimento alla riapertura degli impianti sciistici nelle Regioni inserite nelle cosiddette ‘aree gialle’, afferma che “allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale”.

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