I sindaci contrari al ricorso al TAR per la variante sr 222 – Chiantigiana

variante 222 - ricorso al TAR

Dopo l’ennesimo ricorso al TAR per l’assegnazione dei lavori di realizzazione della variante SR 222 – Via Chiantigiana, i sindaci e i comuni di Bagno a Ripoli, Impruneta e Greve in Chianti si sono costituiti parte civile.

Variante Sr 222 – Via Chiantigiana, la ditta seconda arrivata ha fatto ricorso al TAR per ottenere l’annullamento dell’esito della gara per l’aggiudicazione dei lavori.

La società Polistrade Costruzioni Generali S.p.a, mandataria del costituendo RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) con la Società Italiana Costruzioni Strade S.r.l., ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo della Toscana contro la Città Metropolitana di Firenze in merito alla procedura di affidamento dell’appalto per la realizzazione della Variante di Grassina, rivendicandone l’aggiudicazione e chiedendo l’annullamento della procedura di gara. La gara si era precedentemente conclusa con l’aggiudicazione dei lavori da parte dell’impresa Rosi Leopoldo S.p.a., costituita in RTI con Consorzio Stabile Toscano S.c.a.r.l., Endiasfalti S.p.a. e La Calenzano Asfalti S.p.a.

La Città Metropolitana di Firenze, insieme ai Comuni di Bagno a Ripoli, Greve in Chianti e Impruneta si costituiranno in giudizio nell’ambito del procedimento a difesa dell’iter amministrativo. Dario Nardella, Sindaco della Città Metropolitana di Firenze, ha commentato così il ricorso al TAR insieme agli altri sindaci: “Un’opera prigioniera della burocrazia, ecco ancora una volta come appare oggi la Variante alla Chiantigiana. Il ricorso contro l’aggiudicazione dei lavori da parte della ditta seconda arrivata rischia purtroppo di far slittare ulteriormente i tempi per la ripresa dei lavori. È una doccia fredda che arriva proprio alla vigilia della ripartenza dei cantieri. Una notizia che non avremmo mai voluto dare ai cittadini di Grassina e del Chianti, che aspettano quest’opera da decenni”.

La nota prosegue rinnovando la fiducia nei tecnici che si sono occupati della procedura di assegnazione: “Proviamo grandissima amarezza e sconforto ma abbiamo piena fiducia nella correttezza dell’iter amministrativo e nel lavoro svolto dalla Commissione di gara composta anche dai tecnici della Città Metropolitana e del Comune di Bagno a Ripoli, che nonostante le difficoltà legate al Covid, aveva individuato in tempi brevi l’impresa per riaprire i cantieri quanto prima”.

I sindaci danno la colpa dell’allungamento dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche alla burocrazia paralizzante che regola queste opere. “Questo nuovo ricorso è l’ennesimo segno che qualcosa deve velocemente cambiare nel sistema di realizzazione delle opere pubbliche nel nostro Paese, in perenne balia di corsi e contro-ricorsi, mentre i cittadini subiscono le ricadute di progetti tenuti in stand-by per anni. Per questo non rimarremo fermi. Non solo la Città metropolitana si costituirà in giudizio, ma anche le amministrazioni comunali faranno altrettanto a difesa dell’interesse delle proprie comunità”.

Infine, concludono con un appello agli organi di Governo Nazionale perché intervengano semplificando le procedure, soprattutto in vista dell’arrivo dei fondi europei stanziati dal Next Generation Fund: “Siamo stufi di questi continui ricorsi al Tar, alimentati da una burocrazia soffocante e da un sistema normativo inestricabile. Senza entrare nel merito del ricorso, una riflessione va fatta anche sui continui conflitti tra le aziende che partecipano alle gare e intasano le aule dei tribunali amministrativi. La storia della variante di Grassina è lastricata di fallimenti, contenziosi giuridici civili e amministrativi, gare di appalto riscritte e ribandite, adeguamenti a modifiche normative. Così non ce la facciamo più. Ci chiediamo come sarà possibile realizzare 209 miliardi di opere finanziate dal Recovery Fund se esistono casi come la variante di Grassina. Bene che il ministro Giovannini stia lavorando per semplificare le norme sugli appalti; il governo deve intervenire subito perché il tema dei ricorsi facili al Tar ci fa perdere tempo e denaro”.

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