FIRENZE, SI DIMETTE VALIANI, DA COORDINATORE PROVINCIALE DI SEL: “NECESSITA’ DI CAMBIAMENTO”

Cambio in vista per la segreteria provinciale di SEL Firenze: come preannunciato lo scorso autunno, il coordinatore Mauro Valiani ha presentato le proprie dimissioni all’assemblea federale del partito. 63 anni, empolese,

valianiValiani è rimasto alla guida di SEL Firenze per due anni, a partire dalla fase successiva alla sconfitta di “Italia Bene Comune”, affrontando passaggi impegnativi come il congresso di SEL, le elezioni amministrative e della città metropolitana nel 2014 e le recenti elezioni regionali. Proprio queste ultime, in autunno, erano state indicate dallo stesso Valiani come limite temporale massimo per il suo mandato di coordinatore; di qui la decisione di rassegnare le dimissioni all’indomani del voto. “Faccio questo non solo per rispettare un impegno – spiega Valiani – ma nello stesso tempo per dare un contributo alle necessità di cambiamento. Questa mia decisione non è un ritiro dall’impegno politico: si può essere utili anche mettendosi al servizio, per differenti servizi. Non si può essere dirigenti per tutte le stagioni”. Nel suo congedo dalla funzione di coordinatore di SEL Firenze, Valiani ha sottolineato il duro contesto politico e sociale in cui ci troviamo a vivere: la mancanza di lavoro, la crescita dell’intolleranza, la paura del futuro e la crescita delle destre di varia natura, la crisi profonda della stessa Unione Europea, ridotta, purtroppo, a sola unione “mercatista”. “Le ultime elezioni regionali – spiega Valiani – hanno restituito in Toscana un risultato dignitoso per la nostra lista, ma certamente insufficiente alle necessità del nostro tempo. La lista Sì Toscana a Sinistra non è stata capace di coinvolgere la maggioranza invisibile. È necessaria una rottura rispetto al passato, accelerare la costituzione di un nuovo soggetto, antagonista alle destre ed autonomo dal PD, ma al tempo stesso di governo, capace di proporre efficacemente un’altra politica economica che riduca le profonde ingiustizie e diseguaglianze”. “È finita l’epoca della riunificazione di sigle della sinistra funzionale solo alla prossima scadenza elettorale – conclude – Più che parlare di unificazioni della sinistra c’è da ritrovare un popolo, insieme a più efficaci pratiche sociali e politiche. Spero che il mio atto contribuisca anche a trovare nuove e originali forme di organizzazione e impegno, con adeguato spazio ai più giovani”.

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