Facebook e l’Australia hanno una relazione complicata

Facebook

Dopo giorni in cui i contenuti dei siti di news australiani non erano visibili su Facebook, il Governo e la piattaforma hanno trovato un accordo.

Avevamo già parlato del piano del Governo australiano per imporre a Facebook l’obbligo di pagamento degli articoli dei siti di news ospitati sulla sua piattaforma, secondo il criterio che fossero gli stessi giornali a offrire un servizio a Facebook, e non il contrario. Dopo l’effettiva entrata in vigore delle leggi, Facebook ha deciso di bloccare la visione e la condivisione dei link che riconducevano ai siti di news, di fatto oscurando le testate australiane per alcuni giorni.

Lo stallo è durato pochi giorni. I rapporti di forza propendevano chiaramente verso Facebook e i dati sul traffico dei siti di news australiani in quei giorni hanno portato a conclusioni inequivocabili sulla natura della relazione tra Facebook e i siti di news. I pochi giorni di assenza dal social sono costati un calo del traffico del 30%, interamente riconducibile all’oscuramento da parte del social network. Infatti, per fare un confronto, sono stati usati i dati sul traffico coincidenti agli occasionali shutdown di Facebook in cui le persone che non possono accedere alla piattaforma cercano i link alle notizie tramite browser o direttamente sui siti dei giornali. In questi giorni non è andata così, l’utenza giornaliera su Facebook è rimasta invariata, inficiando esclusivamente il numero di utenti dei siti di news.

La conclusione immediata è una: sono i siti di news ad avere bisogno di Facebook più del contrario. Di questo si sono resi conto abbastanza presto tutte le parti coinvolte. Il Governo australiano, su richiesta dei gestori dei giornali, ha garantito il ripristino della situazione precedente. Successivamente, Facebook ha rilasciato un comunicato in cui ringraziava il Governo australiano per aver trovato un accordo che secondo loro “riconoscesse il valore che Facebook e i siti di news hanno reciprocamente”.

La questione non riguardava soltanto Facebook. Anche Google era stata chiamata a versare dei contributi ai siti di news e ha recentemente stretto un accordo con News Corp, una delle più grandi holding editoriali di proprietà di Rupert Murdoch. L’accordo prevede la condivisione delle notizie dei giornali appartenenti a News Corp nel servizio News Showcase di Google. La partnership è stata accolta positivamente da entrambe le parti con Robert Thompson, Amministratore Delegato di News Corp che ha commentato la vicenda definendola un risultato positivo grazie a cui “i contenuti di qualità sui giornali verranno premiati da una maggiore remunerazione”, omettendo che la remunerazione è rivolta esclusivamente ai giornali gestiti da lui.

Anche il Canada e l’Unione Europea avevano annunciato delle restrizioni all’autonomia di Facebook e delle grandi piattaforme straniere in generale. Dopo i recenti sviluppi, resta da vedere se decideranno di proseguire secondo quanto già proposto o se adegueranno le loro strategie.

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