DEGRADO DELLE TERME DI PETRIOLO

petrioloConferenza stampa di ‘Italia Nostra’ e ‘Amici dei Bagni Petriolo’ per comunicare che è pronto l’esposto alla Procura della Repubblica di Siena,
che denuncia lo stato di degrado dello storico complesso termale dei bagni di Petriolo, interessato dalla cantierizzazione dell’adeguameno della statale Siena-Grosseto, che comprende la costruzione del nuovo viadotto su fiume Farma.

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Nell’esposto si denuncia inoltre il pericolo per l’incolumità dei bagnanti e di chi staziona nelle vasche prossime al fiume, causato dalla precarietà del vecchio e malandato muro che si erge nei pressi.
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Gimmy Tranquillo ha intervistato Mariarita Signorini Consigliere nazionale Italia Nostra:
Dal comunicato stampa di Italia Nostra:
13 novembre 2014 11:53:17

 

Cenni storici

Le Terme di Petriolo erano già conosciute dall’epoca etrusca e romana, ma iniziarono a esser attrezzate come stazione termale nel Medioevo, esattamente nel 1266, per iniziativa della Signoria di Siena. Già allora Petriolo era una località molto conosciuta e assunse un notevole prestigio tanto che la sua fama si estese anche all’estero. Le Terme erano frequentate da personaggi della famiglia dei Medici e dei Gonzaga, oltre che da papa Pio II. Fu dunque costruita la cinta muraria per salvaguardare il luogo da invasioni e garantire gli ospiti illustri. La cinta muraria circoscriveva il borgo di Petriolo. Nel tempo il sito perde d’importanza sino a giungere ai giorni nostri con una  riutilizzazione, seppur parziale, sul finire degli anni ’70. Nel 1980 iniziarono i lavori per costruire un nuovo impianto termale: le “Nuove Terme” entrarono in funzione nel 2000.

La situazione attuale

Gestito da una società controllata dall’Amministrazione pubblica, oggi il sito, soprattutto a causa della costruzione del nuovo viadotto, si presenta in una condizione di forte degrado. Eppure le terme di Petriolo si trovano in un territorio di grandissimo pregio paesaggistico, il bacino dell’Ombrone, lungo il corso del fiume Farma e l’omonima Riserva Naturale a circa 30 km a sud di Siena, tra boschi rigogliosi a pochi passi anche dalla vicina Riserva Naturale del Basso Merse. L’area è nel confine dei comuni di Monticiano (dove sono situate le Terme) e Civitella Paganico, rispettivamente in provincia di Siena e Grosseto. L’insediamento termale storico era costituito da una serie di manufatti. Le terme medievali composte da quattro vasche coperte da volte erano situate sotto una chiesa con un piccolo campanile e affacciate sul corso d’acqua. Parte della cinta muraria è stata abbattuta decine di anni fa per permettere l’allungamento della strada provinciale; una parte è ben conservata; alcuni tratti sono invece in cattivo stato. In particolare le mura versano in condizioni strutturali molto rischiose a ridosso del fiume e in prossimità della strada di cantiere, sia in relazione a evidenti fenomeni erosivi, sia per gli spostamenti di terra e le conseguenti pressioni sul terreno della strada di cantiere. Nella cinta vi sono alcune torri tra cui una di maggior dimensioni che fino a qualche decennio fa è stata utilizzata come residenza religiosa. Oggi versa in grave stato di abbandono.

Nonostante la particolarità di questo sito – il complesso è un raro esempio di stabilimento termale fortificato – la sua vocazione storica viene totalmente ignorata.

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