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TURCHIA: AMNESTY, PREOCCUPAZIONE PER VICENDA DEL GRANDE

Turchia

“Siamo preoccupati dalla mancanza di comunicazione diretta di Gabriele Del Grande, senza contatti con il mondo esterno, cosa che di fatto sancisce una sorta di detenzione che dura da una settimana”. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, commenta così all’AdnKronos la vicenda del blogger e documentarista italiano trattenuto in Turchia.

“Diamo tutta la fiducia, ma non sapere niente ci fa stare molto in ansia”: così il padre del giornalista e documentarista italiano Gabriele Del Grande, fermato 8 giorni fa durante un controllo di polizia al confine con la Siria, “in una zona del Paese in cui non è consentito l’accesso” secondo quanto apprende l’ANSA da fonti diplomatiche, ha affermato al Tgr Toscana. L’uomo, che vive in Lucchesia, dice che dopo l’sms, domenica scorsa, inviato da Gabriele alla moglie per dire che era stato fermato, di suo figlio non ha saputo più niente. “L”importante – afferma ora il padre – è che torni a casa, ha due bimbi piccoli e una moglie, oltre a noi”. “Le autorità turche garantiscono che sta bene, ma ancora nessuno di noi, e neppure l”ambasciata, si è potuta mettere in contatto con lui”, aggiunge.

“Quello che di grave poteva accadere in Turchia era già accaduto prima delle elezioni, con l’arresto di migliaia di oppositori e la chiusura quasi totale di tutti i media non allineati. Nelle carceri restano oltre 100 cronisti in attesa di processi affidati ad una magistratura che ha già subito un pesante processo di epurazione. Da giorni, infine, Gabriele Del Grande si trova in stato di fermo, sempre in attesa di essere rilasciato. Le Autorità turche hanno garantito a quelle italiane che la sua liberazione potrebbe essere imminente, ma sarà bene non abbassare la guardia e continuare ad ‘illuminare’ la sua vicenda sino a quando non sarà davvero rientrato in Italia”. Lo affermano in una nota il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.

Nonostante “il contesto nel quale è maturato il fermo, una zona particolare ai confini della Siria, in stato di emergenza”, a giudizio di Amnesty Italia “è lecito attendersi a breve termine uno sviluppo positivo della situazione. In caso contrario -osserva Noury- la vicenda diventerebbe ancora più preoccupante”. Le autorità italiane, in costante contatto con quelle locali, continuano a seguire il caso con la massima attenzione per
favorire una rapida soluzione della vicenda. Le sue condizioni, si precisa, non destano preoccupazione. Il deputato Pd Federico Gelli ha scritto su Facebook “Le autorità turche accelerino il rilascio del nostro giovane giornalista. Non ha commesso alcun reato e deve tornare subito libero” lanciando l’hashtag: #Iostocongabriele.

 

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