TORTURA: PER AMNESTY “TESTO IMPRESENTABILE”

Tortura

All’indomani dell’approvazione al Senato della proposta di legge sull’introduzione del reato di tortura il portavoce di Amensty International Italia Riccardo Noury parla ai nostri microfoni.

La proposta di legge sull’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano è stata approvata ieri dal Senato con 195 voti a favore, 8 contrari e 34 astenuti.

Amnesty International Italia e l’associazione Antigone dichiarano che “si conferma un testo impresentabile e distante dalla Convenzione delle Nazioni Unite”. “Qualora la legge venisse confermata anche dalla Camera- sottolineano- sarebbe difficilmente applicabile. Il limitare la tortura ai soli comportamenti ripetuti nel tempo e circoscrivere in modo inaccettabile l’ipotesi della tortura mentale è assurdo per chiunque abbia un minimo di conoscenza del fenomeno della tortura nel mondo contemporaneo, nonché distante e incompatibile con la Convenzione internazionale contro la tortura”.

Inoltre, le due organizzazioni dichiarano poi che prendono atto “con rammarico” del fatto che “la volontà di proteggere, a qualunque costo, gli appartenenti all’apparato statale, anche quando commettono gravi violazioni dei diritti umani, continua a venire prima di una legge sulla tortura in linea con gli standard internazionali che risponda realmente agli impegni assunti 28 anni fa con la ratifica della Convenzione”.

Tra i contrari vi è anche il primo firmatario Luigi Manconi (Pd),  il quale sostiene che “il mio testo, che presentai nel 2013 il primo giorno della legislatura, è stato stravolto” e pertanto “mi trovo costretto a non votarlo”.

Il provvedimento, che era già stato approvato dal Senato una prima volta nel 2014 e dalla Camera nel 2015, dovrà tornare a Montecitorio per una quarta lettura, con la possibilità di nuove modifiche.

Nel mentre il senatore Pd Corradino Mineo ricorda come anche negli Stati Uniti esista il reato e come “persino la Cia abbia riconosciuto che il waterboarding contro i terroristi fosse tortura” senza dire che “quella pratica era un eccesso di misure cautelative o di contenimento”, come prevede invece il ddl italiano.

Tra le modifiche introdotte: l”aumento della pena minima che passa da 3 a 4 anni, mentre la massima resta a 10. E perché si configuri il reato non solo ci dovranno essere “più condotte”, formula che come osserva Felice Casson (Mdp) reintroduce il termine “reiterate” che era stato cancellato dal testo, ma si dovrà dimostrare anche che c”è stato “abuso di poteri” e “violazione dei doveri”.

“Tutte formule che annacquano il testo – incalzano i 5 Stelle che comunque lo approvano – per fare un regalo alla destra”. Centrodestra che sul ddl si divide: 13 di Forza Italia si astengono e in 11 non votano. E in ordine sparso vanno un po’ tutti i gruppi: non votano 19 del Pd, 7 di Ap e 5 del M5S.

Il ddl, dopo varie condanne internazionali all”Italia, introduce nel nostro ordinamento due reati: quello di tortura, che può essere contestato anche a cittadini comuni (far parte delle forze dell”ordine è ritenuta un’aggravante), e l’istigazione alla tortura. Ma “con tanti di quei paletti – incalza Mineo – che sarà impossibile dimostrarli in Tribunale”. Perché si ravvisi l”istigazione questa, ad esempio, dovrà essere fatta “in modo concretamente idoneo”.

Il centrodestra teme che il ddl risulti “un atto ostile contro le Forze dell”ordine” e Giorgia Meloni di FdI assicura che alla Camera “questa vergogna” verrà cancellata.

Intervista a cura di Raffaele Palumbo

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