STRAGE DI USTICA: FIGLIA DI DETTORI CHIEDE RIAPERTURA CASO

ustica

Quella sera del 1980, che verrà ricordata come la strage di Ustica, il maresciallo dell’aeronautica Alberto Dettori era in servizio al radar di Grosseto. Anni dopo l’uomo fu trovato impiccato e il caso venne archiviato come suicidio. Oggi la figlia Barbara Dettori ha presentato un esposto alla procura di Grosseto per ottenere una riapertura del caso.

Il maresciallo Alberto Dettori era in servizio al radar di Poggio Ballone (Grosseto) la sera del 27 giugno 1980, quando l’aereo di linea Douglas DC-9-15 dell’Itavia (decollato da Bologna e diretto a Palermo) si squarciò in due e cadde in mare tra Ustica e Ponza: le vittime furono 81. A seguito dell’incidente, nel marzo 1987, Alberto Dettori venne trovato impiccato a un albero vicino al greto del fiume Ombrone (nel Grossetano). L’uomo aveva solo 38 anni e il caso venne archiviato come suicidio.  A chiedere di riaprire l’inchiesta sulla sua morte è la figlia stessa del maresciallo, Barbara Dettori, che ha presentato un esposto alla procura di Grosseto. “Mio padre non si sarebbe mai suicidato – dichiara la figlia di Alberto Dettori – amava troppo la vita e soprattutto la sua famiglia”. I familiari del maresciallo, infatti, non credono all’ipotesi di suicidio, mossi dalla convinzione che Dettori sia stato ucciso. “Deve essere finalmente fatta giustizia – ha detto ancora la donna -. Bisogna raccontare i fatti come sono realmente accaduti”.

In una nota delle Associazioni Antimafie, si ricorda che il maresciallo Dettori, nei giorni successivi al 27 giugno 1980, chiamò il capitano Mario Ciancarella, radiato dall’Aeronautica nel 1983 ( e da anni intento a chiedere di essere reintegrato), dicendogli: “Siamo stati noi“. Sempre secondo l’Associazione, Dettori avrebbe detto ai suoi familiari: “Sta per scoppiare la terza guerra mondiale”, chiudendosi poi in un silenzio assoluto riguardo la vicenda, un silenzio che lo avrebbe accompagnato fino al giorno della sua morte. L’avvocato di Barbara  Dettori, Goffredo D’Antona, non ha voluto rivelare il contenuto dell’esposto, limitandosi a spiegare che questo è accompagnato da nuovi elementi riguardanti anche altri morti sospette legate alla strage di Ustica.

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