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SCARPERIA, DA’ FUOCO A AUTOVELOX: CONDANNATO A 9 MESI

autovelox da fuoco condannato

Incendiò autovelox a Firenze in località Scarperia: condannato a 9 mesi e al risarcimento danni. L’episodio avvenne nel 2012.

Nove mesi di reclusione, risarcimento dei danni a favore del Comune, oltre al pagamento delle spese legali. Questa la pena inflitta dal tribunale di Firenze all’uomo che nel 2012 si rese responsabile di un atto vandalico all’autovelox in località Borgo Rinzelli, nell’allora comune di Scarperia (oggi Scarperia e San Piero). La notizia è stata resa noto l’Unione comuni Mugello.

Alla postazione fissa dell’autovelox si avvicinò un’auto e ne uscì un individuo che la cosparse di benzina e la incendiò, danneggiando il box e lo strumento di misurazione della velocità. Alla sua identità si è risaliti attraverso una accurata attività d’indagine condotta congiuntamente dalla polizia municipale e dalla locale stazione dei carabinieri, con la raccolta di una serie di indizi concordanti e l’analisi delle riprese video delle telecamere di sorveglianza locali, che ha portato prima all’identificazione del veicolo e poi all’autore del gesto. Nel processo a carico dell’uomo il Comune si era costituito parte civile, assistito dall’avvocato Giacomo Consoli.

In Italia i sistemi di autovelox più usati sono quelli che utilizzano le fotocellule. Il funzionamento è semplice, ci sono due fotocellule laser che vengono attraversate dalle auto di passaggio. Quando la testa della macchina attraversa la prima fotocellula (trattasi di un fascio) viene avviato un timer che si blocca quando l’auto attraversa la seconda fotocellura. Il calcolo che compie, a questo punto, è facile è rigoroso e mette in relazione velocità (v), tempo (t) e distanza (d): v=s/t. Nel nostro caso conosciamo questi due fattori, il primo come impostazione della distanza tra le fotocellule ed il secondo rilevato al passagggio dell’auto. Se l’autovelox registra una velocità superiore a quella consentita allora scatta una foto alla targa dell’auto. Oggi grazie alle telecomunicazioni e sistemi digitali questa foto viene automaticamente inviata via rete ai sistemi centrali della polizia di stato ed è disponibile alla polizia per una contestazione immediata al conducente.

La tecnologia nelle postazioni fisse e mobili è la stessa, anzi spesso le postazioni mobili sono solo contenitori all’interno dei quale viene collocato l’autovelox usato per le rilevazioni mobili. Questo sistema offre una maggiore flessibilità alle forze di polizia.

Un altro sistema di rilevazione della velocità è il Telelaser, esso si basa su di un fascio laser ad alta frequenza che colpisce l’auto (di norma è il poliziotto stesso che punta lo strumento) e da un sensore ottico che elabora il flusso di ritorno dato dal laser riflesso dalla macchina. La velocità si calcola utilizzando la variazione di frequenza subita dal raggio laser dopo aver colpito l’auto (effetto doppler), infatti esiste una relazione calcolabile tra tale variazione e la velocità del mezzo.

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